Artisti di strada allontanati a Tropea, Macrì: "Qui vige l'Ora legale"
Dopo l'allontanamento da Tropea di due artisti di strada, denunciato da Il quotidiano del Sud, sulla vicenda è intervenuto il primo cittadino della Perla del Tirreno, Giovanni Macrì. "Mi vedo costretto ad intervenire in questa querelle - afferma il sindaco - perché la rappresentazione offerta dai ragazzi allontanati è parziale e oltremodo mistificatoria di quelli che sono stati i reali accadimenti. Occorre premettere che nella città di Tropea, ai sensi del locale Regolamento di Polizia Urbana, l’esibizione degli artisti di strada, cantanti e suonatori, sia, in linea di principio, vietata salvo apposita autorizzazione. Il nostro Regolamento, inoltre, ha recepito il D.L. 14/2017 (c.d. decreto sicurezza dell’allora Ministro Minniti), quindi, a seguito dell’ottimo suggerimento di un alto funzionario della Polizia di Stato, ha operato una classificazione del territorio in base alle caratteristiche delle diverse aree".
Si tratta, spiega il sindaco Macrì, di "una misura necessaria per dotare l’amministrazione di strumenti di intervento adeguati rispetto alle criticità (ambulanti abusivi, venditori di merce contraffatta, massaggiatrici, accattoni di varo genere, molestatori, ciarlatani, pseudo artisti di strada, etc.) che quotidianamente vengono affrontate. Tra questi strumenti l’ordine di allontanamento che non presuppone la commissione di un reato essendo sufficiente che venga tenuto un comportamento vietato dalla legge, da un’ordinanza sindacale o da una norma regolamentare locale".
"I due ragazzi, sedicenti artisti di strada, si sono esibiti - sottolinea Macrì - senza alcuna autorizzazione, senza pagare alcun canone per l’occupazione del suolo pubblico, e verosimilmente senza aver corrisposto i diritti Siae (se dovuti) già venerdì, 23 luglio, presso la piazzetta delle 'Tre Fontante', nel cuore del centro storico di Tropea, lungo il Corso, il luogo più affollato in assoluto, dimostrando, così, anche completo disinteresse per le norme sanitarie di tutela della pandemia. Lo spettacolo canoro, ad altissimo volume, oltre a non essere particolarmente apprezzato da chi stava lavorando, ha provocato un assembramento di persone con gravi rischi per la salute pubblica e la conseguente parziale chiusura della più importante strada di passeggio cittadino, Corso Vittorio Emanuele. I ragazzi, informati di come quel tipo di esibizione fosse vietato dal regolamento comunale, invitati ad andare, comunque sia, in un altro luogo più consono, pur nella consapevolezza del divieto e dell’inopportunità, continuavano a esibirsi nel sito iniziale".
"Non contenti i due giovani, giorno 24 luglio, ritornavano sul posto per cantare e suonare nuovamente. Nasceva, quindi, una scaramuccia col titolare di un’attività commerciale - continua Giovanni Macrì - che, evidentemente sbagliando ed esagerando, poneva una cassa amplificata sull’uscio del proprio esercizio per disturbare i due ragazzi che, per tutta risposta, gli aizzavano contro il pubblico lì presente. A questo punto interveniva la Polizia Municipale che ripristinava l’ordine e, in applicazione del regolamento di Polizia Urbana li identificava, quindi li sanzionava e li allontanava avendo posto in essere, in un’area individuata come sensibile, un’attività non solo vietata dal regolamento comunale ma per di più atta a determinare situazioni di assembramento incompatibili con l’emergenza Covid-19. I suonatori, inoltre, anche a distanza di un giorno, e quindi a ragion veduta, pur avendo violato regole stabilite e norme di buon senso, proseguivano ad alimentare la loro distorta e personalistica versione degli accadimenti attraverso i media".
"Da ultimo, mi preme segnalare - conclude il primo cittadino - come la città di Tropea registri quotidianamente decine di richieste di esibizioni di varia natura, anche da parte di compagnie di valore, che, in considerazione sia dell’emergenza Covid che del carico umano da gestire, si è costretti a declinare. Ebbene, questi i fatti! Sono contento che, grazie alla pubblicità che ne è derivata, sia chiaro a tutti che a Tropea vige 'l’ora legale' nell’accezione di cui all’omonimo e celebre film di Ficarra e Picone".
