Cosenza e Reggio mantengono il primato delle province con il numero più alto di stranieri residenti. Segue Catanzaro. Crotone e Vibo restano sotto i 10mila

di ILARIA LENZA

camera di commercio dossier immigrazioneSono 91.354 gli stranieri residenti in Calabria, al 31 dicembre del 2014, l'1,9 per cento in più rispetto alla media nazionale, e 5mila unità in aggiunta al dato relativo all'anno precedente, il 2013, in cui si registravano sul territorio calabrese 86.491 presenze stabili di stranieri residenti. Si parte dal dato -  elaborato da Idos in collaborazione con la rivista religiosa "Confronti", con il sostegno dei fondi "otto per mille alla chiesa valdese", e l'Unar - per analizzare un fenomeno dalla vastissima portata: quello migratorio. Ed è con questo spirito che questa mattina è stato presentato, nella sala intitolata al senatore Antonio Murmura della Camera di commercio di Vibo, il Dossier statico immigrazione 2015, all'interno del quale viene appunto definito il quadro complessivo dell'incidenza dei flussi migratori in Calabria. Un fenomeno dapprima contestualizzato a livello mondiale ed europeo, e in seguito rapportato alla situazione demografica della regione e delle sue cinque province. Il tutto allo scopo di "fornire dati utili per offrire alle istituzioni degli strumenti che possano aiutare ad affrontare i problemi". Il presidente dell'Ente camerale Michele Lico ha aperto la presentazione, a cura della ricercatrice Unical Roberta Saladino, affiancata dal sindaco Elio Costa, dal vice prefetto Lucia Iannuzzi, e da Nicola Nocera ("Augustus"), Eleonora Cannatelli (liceo scientifico "Berto") e da Latifa Azri (Cooperativa Mediazione globale), che hanno offerto la propria testimonianza.

Il bilancio demografico. La composizione demografica straniera in Calabria si differenzia di provincia in provincia. Gli immigrati residenti, secondo quanto emerge dal Dossier, si concentrano a Cosenza (30.275) e Reggio Calabria (29.129), segue Catanzaro con 16.175 residenti di nazionalità straniera. Crotone e Vibo restano, invece, sotto le 10mila presenze.

immigrati donne minoriDonne e minori. Il dato della presenza femminile di origine straniera traccia un'incidenza sul totale della popolazione immigrata residente pari al 53 per cento, un punto in più rispetto alla media nazionale. Il che si traduce in una presenza femminile consistente, specie nella provincia di Vibo Valentia (sul totale dei residenti stranieri il 56,7 per cento è costituito da donne), seguita da Cosenza (55,4 per cento) e Catanzaro (53 per cento). Il fenomeno della presenza femminile va letto, per un'analisi adeguata, congiuntamente al dano realtivo alla presenza di minori. Al 31 dicembre 2014, infatti, il 15, 2 per cento della popolazione straniera è dato da giovani di età compresa fra 0-14 anni, con un'incidenza progressivamente aumentata negli ultimi dieci anni di circa 10 punti percentuali. Le due componenti demografiche indicano come molti stranieri scelgano nel tempo di stanziarsi in Calabria, dapprim terra solo di passaggio, con una stabilizzazione sempre più di carattere familiare. 

Nazionalità e religioni. Gli immigrati residenti provegono per lo più dall'Europa. Al secondo posto si registra una provenienza dal continente africano, seguito da quello asiatico. Est Europa e Marocco sono le aree geografiche di maggiore provenienza. Una comunità indiana è invece fortemente radicata nell'area del Reggino. Dalle stime contenute nel rapporto, emerge inoltre una tendenza calabrese alla multireligiosità. Gli stranieri residenti di religione cristiana rappresentano il 64 per cento circa della popolazione totale immigrata, seguono gli ortodossi al 43 per cento, i cattolici al 14 per cento, i protestanti al 9 per cento, gli altri cristiani all'1 per cento. I musulmani rappresentano invece il 27,2 per cento.

Carceri e mondo del lavoro. Crolla, secondo il dato, il luogo comune che vorrebbe gli stranieri implicati in fatti delittuosi. Il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, al 30 giugno 2015,registra 2.343 detenuti nei penitenziari calabresi, di cui solo il 15,2 per cento di nazionalità straniera. A fronte di questa dato, ne emerge un altro significativo, ossia l'inserimento degli immigrati residenti nel mercato nel lavoro. Sono impiegati prevalentemente nel settore dei servizi (basti pensare alla presenza femminile e all'assistenza domiciliari nei confronti di anziani italiani) e nell'agricoltura, al 50 per cento l'uno e al 25 per cento circa l'altro. Subisce un'incidenza positiva il dato relativo all'imprenditoria immigrata: aumentano nel 2014 del 6,7 per cento rispetto all'anno precedente.

immigratiIl caso Vibo. Gli immigrati residenti nella provincia di Vibo ammontano a 6mila unità. Circa 5900 stranieri sono passati nel 2015 dalla coste del Vibonese, in 13 sbarchi. Fra questi 370 minori non accompagnati, rimasti sui singoli territori di accoglienza e a carico dei Comuni interessati. "Attorno al fenomeno - ha detto il sindaco Costa - sono sorte numerose speculazioni. All'inizio abbiamo avuto difficoltà ad individuare strutture idonee all'accoglienza, poi abbiamo ottenuto l'autorizzazione ad ospitarli anche in strutture non autorizzate. Quando, però, si rilevava possibile accogliere in edifici i minori, pervenivano al Comune lamentele da parte dei vicini, perché questa è la sensibilità che ci contraddistingue". Occorre, per questo, secondo Costa e secondo Lico, puntare su un percorso di educazione, che possa favorire processi di integrazione e inserimento. "Occorre aprirsi con spirito umanitario - ha detto Lico agli studenti della IV e V sezione A dello Scientifico -, abbiamo il dovere morale di diffondere la solidarietà umana, affinché avvenga il passaggio dalle discriminazioni ai diritti, nel rispetto delle regole e della nostra identità".

Foto di Francesco Mazzitello