'Ndrangheta, il pentito: "Villaggi turistici usati per custodire armi"
Villaggi turistici non solo oggetto di estorsione ma usati anche come deposito di armi della 'ndrangheta. Succede a Steccato di Cutro nel Crotonese, dove, come riporta la Gazzetta del Sud, le strutture turistiche erano usate dal clan dei Mannolo-Trapasso-Zoffreo di San Leonardo di Cutro per nascondere i propri arsenali.
Ad affermarlo è il 52enne Dante Mannolo, collaboratore di giustizia, nei verbali delle inchieste “Malapianta” e “Infectio” portate avanti dalla Dda di Catanzaro: "Sul tetto dell'alloggio dei dipendenti - riferisce il 23 luglio scorso Mannolo agli inquirenti, dal carcere di Rebibbia - erano custodite delle armi, dei kalashnikov di mio papà". Il padre del collaboratore è Alfonso Mannolo, ritenuto dalla Procura antimafia capo della ‘ndrina attiva nella frazione di San Leonardo.
