Presunto voto di scambio alle Regionali, chiesti 4 anni per l'avvocato Scaramuzzino
E' la richiesta formulata dal pm Elio Romano nell'ambito di uno stralcio del processo "Perseo" in corso dinnanzi al Tribunale collegiale di Lamezia
di MIMMO FAMULARO
Quattro anni di reclusione e mille euro di multa. E’ quanto ha chiesto il pm della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro Elio Romano nei confronti di Giovanni Scaramuzzino, l’avvocato accusato di voto di scambio in concorso con il senatore Piero Aiello (per il quale pende la decisione della Cassazione dopo l'assoluzione in appello) nell'ambito del processo che rappresenta uno stralcio del processo “Perseo”.
La requisitoria. Davanti al Tribunale collegiale di Lamezia Terme, il pm della distrettuale Elio Romano ha sostenuto che la posizione di Aiello non deve interferire con quella di Scaramuzzino in questo processo, ravvisando nel comportamento dell’avvocato lametino l’aggravante dell’associazione mafiosa. Da qui la richiesta di quattro anni di reclusione e mille euro di multa. Il processo proseguirà ora con le arringhe degli avvocati della difesa ed, in particolare, con quella dell’avvocato Francesco Gambardella in programma martedì prossimo, prima che i giudici entrino in camera di consiglio per poi emettere il verdetto.
L'ipotesi accusatoria. Le accuse risalgono alle elezioni Regionali del 2010 quando Giuseppe Scopelliti stravinse la corsa a governatore della Calabria e Piero Aiello divenne consigliere regionale con oltre 10mila preferenze. Secondo gli investigatori quel consenso fu “dopato” dai contatti che l’attuale senatore avrebbe avuto con esponenti di spicco del clan Giampà di Lamezia Terme per il tramite dell’avvocato Giovanni Scaramuzzino. Al centro delle accuse c’è infatti un presunto incontro che sarebbe avvenuto nello studio del noto legale lametino, tra Aiello, all’epoca candidato per il Pdl, e il boss Giuseppe Giampà (nella foto), attualmente collaboratore di giustizia. In pratica Aiello avrebbe ottenuto il sostegno delle cosche in cambio delle promessa dell’affidamento di appalti di fornitura di materiale vario. "Aiello – dichiara il pentito Saverio Cappello che avrebbe partecipato a questo incontro - si è presentato a noi e Scaramuzzino ci presentava come due persone importanti di Lamezia Terme e che potevano fare ottenere diversi voti. Aiello si metteva a disposizione dicendoci di impegnarci che poi lui a sua volta si sarebbe messo a disposizione".
