Prende il via domani la nona edizione di Teatro d’aMare, il festival promosso da LaboArt con la direzione artistica di Maria Grazia Teramo e Francesco Carchidi, che quest’anno mette al centro il tema “La cura nella scena contemporanea”. Dal 11 al 13 settembre, spettacoli, performance, installazioni e laboratori trasformeranno Tropea in un palcoscenico diffuso, esplorando come le arti possano diventare strumenti di inclusione e rigenerazione sociale.

«Dal 2022 abbiamo scelto di costruire ogni edizione intorno a un tema che potesse diventare lente d’ingrandimento sulla realtà: l’assenza, la casa, il femminile – spiegano i direttori artistici –. Quest’anno abbiamo scelto di parlare di cura, non come concetto astratto, ma pratica concreta. Cura significa accogliere differenze, dare spazio a chi vive fragilità, trasformare i margini in luoghi di incontro».

L’apertura del festival, giovedì 11 settembre alle 17:30 a Palazzo Santa Chiara, sarà dedicata al dibattito “Arte-è-cura. Le arti performative quando diventano mezzo d’inclusione”, moderato da Francesca Saturnino (Il Manifesto). Interverranno studiosi, artisti e operatori culturali, tra cui Luciana Maniaci, Antonio Viganò, Carlotta Vitale, Mimmo Conte, Antonino Pirillo, Giorgio Andriani, Veronica Caggia, Antonio Turano, insieme ai direttori artistici Carchidi e Teramo.

Seguirà l’installazione site-specific “Trans. Essere Paesaggio” di Pietro Spoto e Andrea Gerlando Terrana, un percorso immersivo tra le vie e le piazze della città. La sera, al Museo Diocesano, andrà in scena “Nella mia stanza l’Orsa Maggiore”, frutto di un laboratorio accademico annuale, con drammaturgia di Francesco Carchidi, che esplora universi intimi dei personaggi tra desideri e paure. Parallelamente, nel Giardino del Museo Diocesano, CTRL+ALT+CANC presenterà la performance “Afànisi”, mentre la serata si chiuderà con il live di DonGocò.

Venerdì 12 settembre, alle 17:30, a Palazzo Santa Chiara, Francesca Saturnino presenta il libro “La non-scuola di Marco Martinelli”, progetto che racconta l’esperienza educativa di adolescenti napoletani nei testi di Aristofane. Seguiranno “NO” di Annalisa Limardi, “Larva” di C&C Company e la conferenza-spettacolo “Voci da un vicolo” di Putéca Celidònia. La serata si concluderà con il concerto del Claudio Francica trio.

Sabato 13 settembre il festival prosegue nel Giardino del Museo Diocesano con la performance “Peccato” di Mucchia Selvaggia, seguita da “Blatta”, secondo capitolo del trittico Metamorphosis di Carlo Massari e C&C Company. Alle 20:30 spazio alla cena comunitaria performativa “Limine”, un’esperienza collettiva di Pietro Spoto, Andrea Gerlando Terrana e LaboArt, mentre la serata si chiuderà con le reinterpretazioni musicali di Federica Greco e Paolo Presta e con “Sapiens”, ultimo solo di Metamorphosis.

Teatro d’aMare 2025 è realizzato con il contributo del Comune di Tropea, il sostegno della Camera di Commercio di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, e dei main sponsor LaboApartments e Tropis Hotel. Un’edizione che conferma Tropea come punto di incontro tra arte, riflessione sociale e innovazione performativa.