'Ndrangheta nel Vibonese, imprenditore sotto scacco della cosca (NOME)
La sentenza “Maestrale-Imperium-Olimpo” ricostruisce l’estorsione ai danni dell’imprenditore calabrese Nicola Troiolo da parte dei vertici della cosca La Rosa, con il coinvolgimento diretto di Pasquale Megna e del dipendente della vittima Alberto Pannace. Le intercettazioni hanno evidenziato come la cosca imponesse il pagamento di somme di denaro sotto minaccia, con Pannace incaricato di trasmettere le richieste all’imprenditore e di consegnare il denaro ai capi clan. Lo scrive "il Quotidiano del Sud".
Il gup Agosteo ha sottolineato che tali richieste "erano del tutto ingiustificate e rappresentano un chiaro esempio del modo in cui la ‘ndrangheta esercita il controllo sul territorio". Antonio La Rosa ha avuto un ruolo centrale nella gestione e riscossione delle somme, mentre Francesco La Rosa ha contribuito moralmente alla dinamica estorsiva. Anche Pasquale Megna ha agito "come esecutore materiale, raccogliendo direttamente le somme e consegnandole ai maggiorenti della cosca".
La sentenza conferma così il ruolo strutturale della cosca nel perpetuare intimidazioni e richieste estorsive, evidenziando la sinergia tra i vari membri e la loro capacità di esercitare potere economico e morale sull’imprenditore.
