'Ndrangheta, dopo dieci anni arriva l'assoluzione per 32enne vibonese (NOME)
Dopo un travagliato iter giudiziario durato oltre dieci anni la Corte di Appello di Catanzaro ha assolto Antonio Carà, difeso dagli avvocati Giuseppe Bagnato e Daniela Garisto, dal reato di partecipazione all’associazione mafiosa, per il quale aveva riportato la condanna a 4 anni e 8 mesi di reclusione.
All’imputato, trentaduenne di Filandari, gli veniva contestato di far parte del gruppo dei Soriano operante nel territorio di Filandari, oltre alla partecipazione ad una serie di reati fine quali estorsioni, danneggiamenti, minacce, tutti finalizzati ad agevolare l’attività del gruppo.
Tratto in arresto nel novembre del 2011 insieme ad altri dieci presunti affiliati in quella che venne denominata “Operazione Ragno” contro il clan Soriano di Filandari, il processo nei confronti del Carà - poco più che diciottenne all’epoca - subì una separazione perché per tutti i reati fine contestati allorquando non aveva ancora compiuto i 18 anni doveva essere giudicato dal Tribunale dei Minorenni, mentre per il reato di partecipazione all’associazione mafiosa, stante la natura permanente dello stesso, venne giudicato dal Tribunale ordinario.
L’imputato scelse di essere giudicato con il rito abbreviato e all’esito del giudizio gli venne inflitta la condanna a 4 anni e 8 mesi di reclusione con sentenza emessa dal Gup di Catanzaro.
Successivamente, la Corte di Appello di Catanzaro confermò la sentenza di primo grado, ma avverso la condanna i difensori hanno proposto ricorso per cassazione chiedendo l’annullamento della condanna sulla base di una serie di argomentazioni giuridiche, che la Corte di Cassazione, con sentenza del 14 ottobre 2015, ha ritenuto meritevoli di accoglimento, disponendo nel contempo l’annullamento della sentenza di condanna e il rinvio alla Corte di Appello di Catanzaro per un nuovo giudizio.
All’udienza del 11 dicembre veniva trattato il giudizio di rinvio, nel corso del quale la Procura Generale ha chiesto nuovamente la conferma della sentenza di condanna, mentre gli avvocati Giuseppe Bagnato e Daniela Garisto nel corso della loro discussione hanno spiegato le ragioni per le quali il Carà dovesse essere assolto dall’accusa di partecipazione all’associazione mafiosa.
All’esito della camera di consiglio la Corte di Appello ha emesso la sentenza con la quale ha mandato assolto l’imputato per non aver commesso il fatto.
