Una grande manifestazione nazionale a Roma per il lavoro, contro la precarietà, per la difesa e l’attuazione della Costituzione, contro l'autonomia differenziata e lo stravolgimento della nostra Repubblica parlamentare. Sono circa 200 le associazioni e le reti che hanno lanciato la mobilitazione sfociata nella manifestazione di sabato 7 ottobre a Roma. In prima linea per la "La Via Maestra. Insieme per la Costituzione" – questo lo slogan della mobilitazione –, tra cui anche la Cgil che, proprio per preparare la manifestazione, ha indetto assemblee sui territori, come quella che si è svolta nella sala concerti di Palazzo de Nobili, sede del Municipio di Catanzaro.

A rispondere all’appello della Cgil Area Vasta Catanzaro-Crotone-Vibo, guidata dal segretario generale Enzo Scalese, tante associazioni e movimenti, tra gli intervenuti oltre al segretario regionale della Cgil Angelo Sposato: il presidente regionale dell’Arci Giuseppe Apostoliti, il Comitato provinciale Anpi, le Acli di Catanzaro, Libera Catanzaro; il Movimento “Le veglie contro le morti in mare”; Francesco Tallarico di Sinistra Italiana. Presente anche la vice sindaca del Comune di Catanzaro, Giusy Iemma.

La relazione introduttiva è stata affidata a Giovanni Amendola, segretario organizzativo dell’Area Vasta. “Vogliamo discutere insieme di un grande cambiamento che desideriamo – ha esordito Amendola –. Siamo qui perché la politica non riesce a cogliere i veri bisogni della gente”.

La manifestazione del 7 ottobre è un punto di partenza per le successive mobilitazioni regionale e, quindi, una occasione per rilanciare la “Vertenza Calabria”, ha sottolineato il segretario regionale Angelo Sposato, concentrandosi prima di tutto sui temi del Pnrr, dei fondi europei e degli investimenti. “Per questo Governo, la Calabria è la Cenerentola d’Italia. Definanziamenti di opere strategiche, disimpegni della partecipazione pubblica da investimenti strategici come, ad esempio, la centrale a idrogeno di Rossano, chiusura di 79 autonomie scolastiche dal 2024, situazione sanitaria devastante, Zes unica completamente inutile, a cui possiamo aggiungere la ripresa delle emigrazioni soprattutto dei giovani (la Calabria ne ha perso centomila in dieci anni), lo spopolamento e la denatalità, il sistema della competitività delle imprese a dir poco imbarazzante: il quadro che emerge per la Calabria è da allarme rosso”.

A tirare le somme, il segretario generale dell’Area Vasta Enzo Scalese. “E’ il momento della battaglia comune e quando più ampia possibile tra associazioni, movimenti, partiti, cittadini che parlano la stessa lingua: quella della rivendicazione dei diritti e dei valori costituzionali, e della lotta alle disuguaglianze sociali. Ripartiamo insieme dal 7 ottobre per rilanciare forte la mobilitazione anche in Calabria”.