Allarme desertificazione universitaria: gli studenti smettono di studiare o emigrano
La Calabria investe 100 euro per ogni studente a fronte di 200 euro della Toscana. Il presidente del Consiglio regionale Nicola Irto: “Il bilancio è ingessato. Guardiamo alla nuova programmazione comunitaria”
L’ipotesi prospettata è quella di una possibile desertificazione universitaria del Sud Italia. Il rettore dell’ateneo catanzarese ricevendo questa mattina il presidente del consiglio regionale, Nicola Irto, ha infatti invocato aiuto alla politica. “Dotare l’università di strumentazione all’avanguardia è inutile se i ragazzi continuano ad emigrare” ha chiarito chiedendo supporto alla Regione per tentare di frenare l’emorragia di “cervelli in fuga”.
I dati. La visita del presidente dell’assemblea regionale non è casuale. Il presidente della Fondazione Umg, Arturo Puja, che si occupa di diritto allo studio ha snocciolato una serie di dati poco confortanti. La Regione Calabria destina al diritto allo studio 100 euro per ogni studente contro i 200 euro della Regione Toscana che ne investe 200. A ciò si aggiunga che i fondi ministeriali vengono ripartiti secondo criteri che penalizzano gli atenei del meridione e l’equazione è fatta. Su duemila studenti idonei a ricevere la borsa di studio, l’università catanzarese è riuscita a corrisponderne solo a 530. Mille e cinquecento studenti sono rimasti tagliati fuori e sono gli stessi che i rappresentanti studenteschi hanno visto abbandonare gli studi o emigrare al nord dove le borse di studio riescono ad essere erogate in misura maggiore.
Le richieste. Il presidente Puja ha così chiesto al presidente Irto uno sforzo maggiore d’investimento negli atenei regionali e la predisposizione di un tavolo con il governo centrale per modificare i criteri di riparto dei fondi.
Un grande progetto universitario. “La regione dovrà sicuramente fare di più nonostante il bilancio contratto” ha chiarito Irto. “Ma oltre a cercare di incentivare il diritto allo studio è necessario individuare progetti da inserire all’interno della programmazione 2014/2020. La nuova programmazione comunitaria ha come obiettivo tematico la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione – ha aggiunto - creiamo insieme un meccanismo che ci permetta di individuare progettualità da mettere in campo e lo dico a tutte e tre le università. La Calabria dai campanilismi non ha avuto alcun beneficio. Noi abbiamo due cose importanti sotto il profilo accademico: tre università che in quanto ad architettura garantisce maggior spazio agli studenti in Italia e poi abbiamo università che si fondano su radici scientifiche straordinariamente diverse tra di loro. Bisogna avere la capacità di mettere in campo un grande progetto che investa le tre università e che crei occupazione e impresa attorno ad esse”.
