TRATTO DA "Quotidiano.net"

Multe crudeli e morti silenziose: lui è deceduto all’ospedale di Piacenza, la sua auto è zeppa di verbali ridotti in poltiglia dalla pioggia. A nulla sono valsi i misteriosi cartelli che hanno fatto capolino sul cruscotto del veicolo: "Il signor Mosconi, proprietario della vettura, è ricoverato in medicina d’urgenza". E ancora: "Il signor Mosconi è deceduto", con un primo piano del pensionato, dal sorriso appena accennato. Sotto il tergicristallo si sono materializzate almeno due o tre multe. Come se nemmeno il trapasso scampasse alla burocrazia di un Paese che sembra sempre più indifferente.

L’auto in questione, una vecchia Mercedes classe A Elegance, grigio metallizzata, è ancora ferma in via Campagna, esattamente di fronte al vecchio ospedale di Piacenza. Non ci sono multe recenti, solo quei lembi di "fogli rosa", così li chiamano in questo spicchio di Emilia, lasciati non si sa bene quando.

Di Giuseppe Mosconi, purtroppo, si è ricostruito tutto: il 14 settembre, il 68enne di Fombio, nel Lodigiano, si precipita al nosocomio piacentino. Venti minuti abbondanti di viaggio, probabilmente affrontati in solitaria. Il pensionato sta male, entra in corsia solo e i camici bianchi lo ricoverano d’urgenza. Lotterà per un mese prima di spegnersi nel letto dell’Unità coronarica dov’era stato trasferito per il crollo delle sue condizioni. I funerali, con successiva cremazione, sono stati celebrati nella chiesa parrocchiale di Fombio, il suo paese natale, nel pomeriggio del 19 ottobre.

Intanto il biglietto del parchimetro sulla sua Mercedes è fermo al 14 settembre del 2020, l’orario segna le 12.51. Nessuno ha più acceso il motore e ingranato le marce da allora. La Mercedes è sempre lì, parcheggiata nelle righe blu a pagamento. Secondo gli accertamenti i verbali – dovrebbero essere almeno due, uno del 15 settembre, l’altro del 19 – sono stati staccati dagli ausiliari del traffico. Il comando della polizia municipale, che ha appreso la notizia dai media, ha fatto sapere che comunque si impegnerà a far chiarezza sulla situazione burocratica.

Nel frattempo rimane un piccolo mistero da svelare: ovvero chi ha avvisato (o almeno ci ha provato) attraverso il parabrezza di quanto stava accadendo a Giuseppe. Secondo il fratello del pensionato si tratterebbe forse di un amico, consapevole delle abitudini del 68enne che era solito lasciare la quattroruote aperta. Probabilmente qualcuno che sapeva del suo stato di salute, del suo ricovero e anche dell’esito fatale della malattia.

Ma non ci sono certezze: i due fratelli erano distanti da tempo e pare che i rapporti si fossero interrotti. "A settembre Giuseppe si è sentito male ed in macchina è corso in ospedale a Piacenza da solo – ha raccontato poi l’uomo – aveva qualche problema di salute. I medici mi hanno avvisato, ma non ho potuto andare a visitarlo per colpa dell’emergenza Covid". Per ora si sa solo che a svelare questa storia è stata una passante, incuriosita da quei due cartelli che raccontano la fine di una vita.