"Qualche giorno fa il nostro borgo medievale, Motta Filocastro, è stato messo nuovamente a dura prova dagli incendi. Il fuoco ha lambito le case, procurando (per fortuna) solo tanta paura. Quest’anno, il “caso” ha voluto che le fiamme siano divampate in mattinata e ciò ha permesso al servizio antincendio aereo di poter operare e spegnerle.
Ma cosa sarebbe successo se l’incendio fosse scoppiato all’imbrunire e, quindi, senza un supporto dei mezzi aerei? Quali sarebbero state le conseguenze per il piccolo borgo ed i suoi residenti? Tre incendi importanti in cinque anni (10/08/17, 29/06/22, 02/07/22) sono tanti, troppi. Non possiamo aspettare inermi che accada ancora!". Lo scrive in una nota Antonino Taverniti, componente dell'assemblea provinciale del Partito democratico, espressione del circolo dem di Limbadi.

"È necessario -spiega Taverniti - ragionare su soluzioni capaci di ridurre il rischio che questi eventi creano. Ad esempio, una strada tagliafuoco che possa permettere ai mezzi gommati di raggiungere i piedi del borgo. Sarebbe opportuno anche il potenziamento del sistema antincendio, con la creazione, magari, di serbatoi di accumulo ed ulteriori punti di prelievo (idranti). Auspichiamo un consiglio comunale aperto, con la presenza delle autorità, prefetto, vigili del fuoco, protezione civile; un’assise per raccogliere le proposte ed i suggerimenti e siglare impegni concreti. Bene sarebbe se il Consiglio straordinario si tenesse nella frazione stessa, dove lo scempio e l’odore acre di bruciato ancora persistono; farebbe maturare maggiormente la consapevolezza dell’enorme pericolo che il centro vive e allo stesso tempo sarebbe un momento di vicinanza e supporto alla popolazione, provata emotivamente e fisicamente da questi fatti".