Insediata dalla Prefettura di Vibo il 23 ottobre scorso, è chiamata ad accertare eventuali infiltrazioni mafiose o condizionamenti della criminalità nelle attività dell'ente

La Prefettura di Vibo Valentia ha disposto la proroga per altri tre mesi della Commissione di accesso agli atti del Comune di Tropea al fine di verificare la sussistenza di forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata o collegamenti diretti o indiretti con la stessa da parte degli amministratori o dell'apparato burocratico dell'ente locale. La Commissione era stata inviata il 23 ottobre scorso dalla Prefettura di Vibo su delega del ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ed avrà quindi ora altri 90 giorni di tempo per completare i "lavori" e redigere un'apposita relazione al nuovo prefetto di Vibo, Carmelo Casabona.

Prefettura Vibo Valentia

La Commissione di accesso agli atti è composta dal viceprefetto di Vibo, Lucia Iannuzzi, dal comandante della Compagnia dei carabinieri di Tropea, Francesco Manzone, e dal capitano Giovanni Torino della Guardia di Finanza. Alla base dell’invio della Commissione d’accesso agli atti, una serie di riferimenti a candidati delle liste contrapposte “Tropea Futura” e “Forza Tropea” nelle amministrative del maggio-giugno 2014. Candidati citati nelle inchieste antimafia denominate “Black money” e “Peter Pan” contro i clan Mancuso di Limbadi e La Rosa di Tropea. All’attenzione della Prefettura, pure contratti, forniture ed appalti dell'ente, gestione del porto, nonché frequentazioni e parentele di alcuni componenti del Consiglio comunale e della giunta con soggetti noti alle forze dell’ordine. A gennaio 2015, l’assessore comunale Antonio Bretti era stato costretto alle dimissioni per via della presenza la mattina del 1 gennaio del sorvegliato speciale Francesco Zaccaro, genero del boss di Tropea, Tonino La Rosa, alias "Ciondolino", ad un evento organizzato sulla spiaggia per festeggiare il nuovo anno con un tuffo in mare. (g.b.)

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