«Io resto in Calabria». Per Pippo Callipo non è mai stato un semplice slogan da campagna elettorale, ma una precisa filosofia di vita e d'impresa condivisa con i figli Giacinto e Filippo Maria. Un impegno che oggi, però, si scontra con il muro di una burocrazia che l'imprenditore definisce "scollegata dalla realtà" e con la gestione del CORAP (Consorzio Regionale per lo Sviluppo delle Attività Produttive).

Il racconto di Callipo è fatto di numeri e fatti concreti. Prima l'acquisto e la riqualificazione di un magazzino-frigo di 5.000 mq a Gioia Tauro, una struttura ferma che oggi dà lavoro a quattro persone del territorio oltre agli stagionali. Poi il raddoppio nell'area industriale di Lamezia Terme: un capannone dismesso trasformato in un polo logistico d’avanguardia con un magazzino automatico da 7.500 posti pallet. «In quell'impianto lavorano 14 persone del territorio lametino – spiega Callipo – famiglie che trovano stabilità e giovani che non sono costretti a scappare».

Recentemente, il gruppo ha acquisito un ulteriore capannone tramite il Tribunale di Lamezia per centralizzare il confezionamento dei prodotti di Maierato, prevedendo nuove assunzioni.

Ma dietro i successi industriali si cela un deserto di servizi. Callipo denuncia una zona industriale lasciata al proprio destino: strade dissestate, manutenzione assente e, soprattutto, una sicurezza inesistente. «Abbiamo subito due furti e diversi tentativi – attacca l'imprenditore – su quasi ogni palo della luce c'è una telecamera, ma nessuna funziona. È una presenza solo formale che non tutela nessuno».

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata lunedì 9 febbraio 2026 via PEC. Il Commissario liquidatore del Corap, l’avv. Sergio De Felice, ha richiesto il pagamento di oltre 10.900 euro come "corrispettivo" basato sul regolamento consortile (€ 0,15 al mq). La replica di Callipo è durissima: «Un corrispettivo presuppone un servizio reso. Ma noi per cosa dovremmo pagare? Paghiamo già l'acqua al gestore, la TARI al Comune, l'energia all'Enel e persino l'irrigazione al Consorzio di Bonifica. A fronte di quale beneficio dovremmo versare questi soldi al CORAP? Per la sicurezza che non c'è? Per le strade abbandonate?».

L’imprenditore chiama in causa direttamente la politica e la visione strategica della regione. Secondo Callipo, se lo sviluppo viene sbandierato solo nei periodi elettorali mentre nel quotidiano si vessano le aziende che producono occupazione, la Calabria non avrà futuro. «Lo sviluppo non si costruisce con richieste burocratiche – conclude – ma con infrastrutture funzionanti. Se manca questa visione, i nostri giovani continueranno ad andare via non per mancanza di capacità, ma perché mancano le condizioni minime per restare».