Sono stati collocati in sette comunità diverse, tenuti separati l’uno dall’altro, i sette minorenni coinvolti in una brutale aggressione avvenuta a gennaio a Taranto contro un giovane straniero. La misura cautelare è stata disposta dal gip del Tribunale per i minorenni, Paola Morelli, su richiesta del pm Lelio Festa, ed eseguita dai carabinieri.

I ragazzi – tre 14enni, un 15enne, un 16enne e due 17enni – sono indagati per lesioni personali aggravate dall’odio razziale, resistenza a pubblico ufficiale, vilipendio, violenza privata e violazioni al codice della strada.

Secondo le indagini, il gruppo avrebbe accerchiato un bracciante straniero di 26 anni, aggredendolo con pietre e oggetti contundenti, colpendolo al volto e al corpo e causandogli ferite guaribili in venti giorni. Due giorni dopo, sarebbero tornati a insultarlo e a lanciare sassi contro la sua abitazione.

All’arrivo dei carabinieri, i minori – con il volto coperto – avrebbero cercato di bloccare il passaggio dell’auto di servizio usando cassonetti come barricate, lanciando pietre e impugnando spranghe. In un secondo episodio, il 30 gennaio, due di loro avrebbero fermato un’auto guidata da una donna, costringendola a procedere lentamente tra insulti e lanci di sassi. Anche in quel caso, l’intervento delle forze dell’ordine ha scatenato momenti di guerriglia urbana.

Negli scorsi giorni i minori sono stati interrogati, assistiti dai legali Salvatore e Andrea Maggio, Gaetano Vitale, Giuseppe Leoni, Glenda Schirano, Caterina Palumbo e Alcide Passamanti.