Omicidio di ‘ndrangheta il boss lascia il carcere: «Prove insufficienti» (NOMI)
Annullata l'ordinanza, cadono le accuse basate sulle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia
Niente Natale dietro le sbarre per Stefano Sanfilippo. L’ottantenne di Pogliano Milanese, accusato di essere stato il "basista" nel delitto di Nicola Vivaldo avvenuto nel 2000, ha lasciato il carcere di Vicenza lo scorso 22 dicembre. Il Tribunale del Riesame di Milano ha infatti accolto il ricorso della difesa, annullando la misura cautelare che lo vedeva coinvolto in un cold case lungo un quarto di secolo.
Secondo l'impianto accusatorio della DDA, Sanfilippo avrebbe fornito ai killer della 'ndrangheta le informazioni necessarie per rintracciare la vittima, freddata con quattro colpi di pistola silenziati perché sospettata di essere un informatore. Tuttavia, i giudici hanno rilevato un "vuoto probatorio" significativo. Le dichiarazioni del pentito Emanuele De Castro sono state giudicate vaghe e prive di riscontri esterni: l'abitudine della vittima di frequentare certi luoghi era di pubblico dominio nel sottobosco criminale dell'epoca, rendendo superflua, secondo la difesa, l'intermediazione di Sanfilippo.
Il punto centrale della decisione riguarda il dolo. Anche se fosse stata fornita un’informazione sugli spostamenti della vittima, non è stato dimostrato che l'ottantenne fosse a conoscenza della finalità omicida di tale richiesta. In assenza di questa prova, il concorso nell'omicidio decade. Insieme a lui, il Riesame ha annullato l'ordinanza anche per Stefano Scatolini, accusato di essere l'autista del commando durante l'agguato.
Nonostante l'annullamento dell'ordinanza cautelare, la posizione degli storici vertici della 'ndrangheta locale rimane sotto la lente degli inquirenti. Restano infatti in carcere per altri motivi i presunti mandanti ed esecutori già coinvolti nell'inchiesta originale. Le motivazioni complete dei giudici milanesi, attese tra poche settimane, chiariranno ulteriormente perché, a distanza di venticinque anni, le accuse contro il presunto basista siano state ritenute insostenibili.
