L’uomo è stato condannato dal Tribunale di Brescia per tentata estorsione e detenzione abusiva della pistola. Il giudice ha negato i domiciliari


“Il bar è mio, dovete andarvene. Se non lo fate lo faccio saltare per aria. Non ci credete? Peggio per voi. So dove vivete”. Minacce, portate anche con l’uso di una pistola a salve in grado però di far male, che hanno indotto due anni or sono i gestori del bar Project di Lumezzane ad abbassare la serranda e che sono costate a chi le ha portate a segno una condanna a 5 anni di reclusione. A tanto ammonta la pena inflitta dalla seconda sezione penale del Tribunale di Brescia a Mario Franzé, 45enne di origini calabresi (più precisamente di Vibo) di casa a Lumezzane, noto alle forze dell’ordine per diversi precedenti penali. L’uomo è stato condannato per tentata estorsione e detenzione abusiva della pistola (una Bruni 92) e dei proiettili calibro 7.65.  E’ attualmente detenuto nel carcere di Opera. Il giudice gli ha negato gli arresti domiciliari.

Fonte: Il Giornale di Brescia