La violenza non è mai giustificabile, a maggior ragione se esercitata da una persona che sta cercando di far valere le sue istanze malgrado tutte le azioni legali esercitate fino a quel momento gli abbiano dato torno, e così succede che una persona decida di impedire la demolizione di un immobile in suo possesso, peraltro del tutto abusivo, prendendosela con il più alto rappresentate delle istituzioni presente in quel momento ed in maniera vigliacca sferrandogli un pugno alle spalle in modo che questo non abbia la possibilità ne di schivarlo, tantomeno di difendersi.
È quanto successo nel quartiere Pennello di Vibo Marina dove per l’ennesima volta l’amministrazione comunale ha cercato di demolire un chiosco pericolante, risultato costruito abusivamente in parte di proprietà del demanio.

Una prima volta quello che si definisce il proprietario si era incatenato davanti alla struttura e aveva presentato un ricorso contro l’ordinanza di demolizione emessa dal comune, ma sia il Tar che il Consiglio di Stato gli avevano dato torto aprendo di fatto la procedura di demolizione. Ma non soddisfatto dell’esito dei ricorsi si è presentato proprio mentre stavano cercando di effettuare le operazione propedeutiche all’intervento della ruspa sferrando un forte colpo nei confronti del vicesindaco Pasquale Scalamogna che ha dovuto ricorrere alle cure del Pronto soccorso dove gli è stata riscontrata una lussazione della mandibola, contusioni varie al volto con una prognosi di 10 giorni. Oggi il vice sindaco racconta questa brutta avventura.