Importante Coop del Vibonese in crisi per interdittiva: "Nessuna infiltrazione mafiosa"
Il Consiglio di Stato ha rigettato l’appello proposto dal ministero dell’Interno confermando, in questo modo, l’annullamento della interdittiva antimafia emessa nei confronti della Cooperazione Sud per l'Europa, rappresentata e difesa dall'avvocato Giacomo Carbone in appello e in primo grado dall’avvocato Mariarosaria Orlando, con sede a Mileto (in provincia di Vibo Valentia). I giudici hanno confermato quanto rilevato dal Tar in primo grado circa la mancanza di “un quadro chiaro, completo e convincente del pericolo di infiltrazione mafiosa”, mancando inoltre rapporti e frequentazioni significative e rilevanti da parte dei componenti della Coop Sud con con imprese e soggetti sospetti.
La Prefettura di Vibo Valentia aveva emesso l’interdittiva antimafia a ottobre del 2018: in quel momento la Cooperazione Sud per l’Europa aveva ben 17 anni di attività, 3,6 milioni di fatturato annuo e 25 dipendenti oltre a decine di collaboratori. Operava nel campo della formazione professionale, dell’organizzazione di tirocini internazionali, progettazione europea, assistenza domiciliare, e da ultimo dell’assistenza ai migranti.
“La fiducia nella cooperativa è stata distrutta dalle errate conclusioni a cui era addivenuta la interdittiva adottata e dalla rilevanza data alla notizia dalla stampa locale. Parimenti – afferma in una nota l’avvocato Carbone –sono venuti cosi a mancare la fiducia degli istituti di credito, che hanno chiesto la revoca degli affidamenti concessi, e dei fornitori che hanno preteso la variazione dei rapporti fiduciari sino ad allora accordati. A causa di questi fatti la cooperativa ha attraversato una grave crisi finanziaria che l’ha portata attualmente alla liquidazione”.
