Il copione è diventato una consuetudine sgradita per i residenti della Marina di Cetraro. È bastato un violento scroscio d’acqua mattutino per trasformare via Veneto e le arterie limitrofe a via Stazione in veri e propri canali urbani. Per gli esercenti della zona, la rapidità con cui il livello dell’acqua è salito ha trasformato una normale giornata di lavoro in una corsa contro il tempo per mettere in salvo merci e locali.

La vulnerabilità del territorio non si ferma però alle porte di Cetraro. Il maltempo ha messo a nudo le medesime fragilità in diverse perle del Tirreno cosentino.

A Scalea e San Nicola Arcella, le carreggiate si sono trasformate in specchi d'acqua in pochi istanti. A Praia a Mare, i disagi alla circolazione hanno confermato che il problema non è legato a una singola gestione cittadina, ma a un’impostazione strutturale dell'area che fatica a reggere i nuovi regimi pluviometrici.

Il deflusso dell'acqua, avvenuto solo dopo diverse ore, ha lasciato dietro di sé la consueta scia di fango e, soprattutto, di rabbia. I cittadini, stanchi di dover monitorare il cielo con ansia, puntano il dito contro una manutenzione ordinaria che appare insufficiente.