Da tempo, come è noto, sono stati programmati degli interventi nelle scuole secondarie e primarie della città. Lavori importanti di messa in sicurezza, necessari per garantire l’incolumità degli alunni. C’è la Murmura, che verrà trasferita sulla Statale 18 a Palazzo Gemini; c’è la Garibaldi, che oggi appare come un cantiere con gli operai già al lavoro da diversi mesi; e poi c’è la scuola Don Bosco, che inizierà le lezioni presso l’ex Caserma Garibaldi, ai piani superiori e inferiori dove le aule sono già state allestite.

Ma la preoccupazione della preside di quest’ultimo istituto, Mimma Cacciatore, è palpabile: «La scuola inizierà giorno 14 settembre, ma ad oggi non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione ufficiale sulla consegna dei lavori: inizio e termine, cronoprogramma, interventi programmati e quant’altro. Né la ditta è a tutt’oggi arrivata, tant’è che le operazioni non sono mai iniziate. Mancano le formalità, un documento dove si indichi l’avvio dei lavori presso il nostro edificio originario e soprattutto la fine, che è un atto dovuto e necessario. Di conseguenza ciò ha determinato l'aver spostato le classi all’ex Caserma Garibaldi e mantenere gli uffici alla Don Bosco senza che siano i lavori previsti siano iniziati», ha affermato.

Dopo mesi e mesi di tira e molta, qualche tempo fa si è arrivati ad una soluzione di concerto tra Comune, istituti e genitori. Ma se per gli altri plessi tutto sembra essere filato liscio, non si può dire lo stesso per la scuola Don Bosco. «Ho inviato una Pec a cavallo di Ferragosto, senza ottenere alcuna risposta in merito. Il nostro istituto non si ferma, neanche d’estate perché si prepara all’anno scolastico in arrivo. Ho dovuto lavorare e continuo a farlo “avvolta” dai rumori incessanti del cantiere della vicina Garibaldi, tra ruspe e attrezzature che rendono praticamente impossibile operare con serenità. Ma per la attigua scuola Don Bosco, ripeto, i lavori non sono iniziati», ha insistito la dirigente.

Questo clima di incertezza non fa che preoccuparla ulteriormente. «Non so se ci sono ritardi nell’avvio degli interventi di messa in sicurezza. So solo che devo dare, giustamente, delle informazioni ai genitori dei miei alunni. Nel frattempo la Don Bosco, il I° Circolo che mi onoro di guidare, ha perso tre classi con una diminuzione notevole della popolazione scolastica per queste incertezze e difficoltà.  Mi auguro che chi di dovere, il Comune, possa fornirmi al più presto la documentazione necessaria», ha concluso Mimma Cacciatore.