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Processo Bergamini: nessun giro di scommesse

Chiamato a testimoniare l’ex capitano del Cosenza Calcio, Renzo Castagnini

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È ripreso oggi in Corte d’Appello a Cosenza il processo sulla morte del calciatore ventiseienne del Cosenza Denis Bergamini, avvenuta nel 1989 a Roseto Capo Spulico, e il cui decesso era stato attribuito in un primo tempo a suicidio. Al banco dei testimoni, tra gli altri, Renzo Castagnini, capitano del Cosenza Calcio negli anni 80. Dalla testimonianza di Castagnini è emerso subito che i due non si frequentavano al di fuori del campo di gioco. Il fulcro della testimonianza è ruotato attorno ad un presunto giro di scommesse, ma Castagnini sollecitato dalle domande ha smentito qualsiasi discorso legato al presunto sistema di calcioscommesse.

Nell’udienza sono state ascoltate anche Giuliana Tampieri e due sorelle cosentine, Paola e Brunella Ricci, giovani donne che per motivi diversi hanno conosciuto Donato Bergamini. Dalle loro testimonianze è stato delineato il racconto di Denis come un giovane tranquillo. L’ultimo teste è stato Stefano Benanti, finanziere ed ex calciatore, che ha incrociato Denis. Qualche mese dopo la morte del calciatore originario di Argenta (Ferrara), Benanti ha raccontato di un incontro avuto con Isabella Internò, durante il quale l’ex fidanzata di Bergamini, allo stato unica imputata del reato di omicidio volontario, in concorso con ignoti, avrebbe raccontato la sua versione dei atti. Dalla ricostruzione di Benanti, Isabella gli riferì che era in auto quella sera del 18 novembre e che “Denis guidava in direzione Taranto con la volontà di imbarcarsi per la Grecia e di essere pronto a suicidarsi qualora lei non l’avesse seguito e poi di essere sceso dall’auto ed essersi incamminato lungo la strada”.

Il ricordo si fa meno nitido e Benanti non sa dire con certezza cosa gli riferì la Internò sul momento dell’incidente.
Si torna in aula domani e al banco dei testi ci saranno Francesco Marino e Giuseppe Maltese, rispettivamente ex
calciatore rossoblu e massaggiatore della squadra negli anni Ottanta, e alcuni centralinisti dell’albergo dove la squadra era in ritiro.

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