Anpit Vibo ad Orvieto per “disegnare” la ripartenza dopo il Covid

L’associazione sarà presente col suo responsabile provinciale Marco Furnari e con un nutrito gruppo di Consulenti del Lavoro aderenti all’Associazione

Ad Orvieto per il secondo anno, in quello che sta ormai diventando un appuntamento fisso, l’Anpit – Associazione Nazionale per l’Industria e il Terziario, convoca il gruppo dirigente di tutto il territorio nazionale sotto la sigla di “Apotheke-Strumenti per l’economia e il lavoro”.

L’Associazione datoriale, costantemente impegnata a fornire validi strumenti al servizio delle imprese, in una tre giorni costellata di interventi delle personalità più qualificate nel mondo del lavoro e dell’economia del Paese, tenterà di orientare gli associati e chi li rappresenta alle grandi sfide di un periodo travagliato, sconvolto prima dal Covid, ed ora per i pesanti riflessi del conflitto in Ucraina, le cui ricadute si avvertono già pesantissime nella vita delle famiglie e nella produzione industriale.

La Federazione dell’Anpit di Vibo Valentia sarà presente ad Orvieto col suo responsabile provinciale Marco Furnari e con un nutrito gruppo di Consulenti del Lavoro aderenti all’Associazione, nonché di Imprese che quotidianamente si avvalgono della collaborazione e del supporto del personale dell’Anpit Territoriale.

Furnari ha commentato “il momento attuale, cruciale per il dispiegamento delle opportunità del PNRR, è messo a dura prova dagli eventi contingenti, sono posti seri vincoli sulle capacità degli enti pubblici di programmare e portare a compimento i programmi di sviluppo”.

“La Calabria – ha proseguito il presidente provinciale- non ha mai vantato risultati eccezionali per quanto attiene l’utilizzo delle risorse comunitarie ed oggi il banco di prova è “cambiare o morire”, la concomitanza delle due grandi opportunità PNRR e POR Calabria 2021/2027, potrebbe rappresentare l’occasione per ridurre finalmente il divario che la separa dal resto del Paese. Purtroppo, però, non è ancora chiaramente avvertibile lo sforzo collettivo che occorrerebbe per produrre gli effetti sperati.

La nostra Regione è schiacciata all’ultimo posto per quel che attiene alle competenze digitali, così come per il ridotto tasso di occupazione nei settori dell’alta conoscenza e dell’innovazione.

È la Regione che registra le perdite più consistenti di risorse qualificate, è il territorio dove i giovani che abbandonano gli studi e la formazione si aggira su percentuali vicine al 20%. mentre a livello nazionale la percentuale è di circa il 13%, inoltre il tasso di sopravvivenza di nuove imprese è il più basso del Mezzogiorno e quelle che riescono a resistere purtroppo rimangono piccole imprese.

Una ciambella di salvataggio può arrivare dalla digital trasformation e l’ecosostenibilità che mirano a coinvolgere nella formazione il 30% dei lavoratori degli enti pubblici; questi, a causa del mancato turnover e della stabilizzazione dei lavoratori precari, hanno tirato a campare, non avendo avuto l’opportunità di immettere negli organici personale qualificato”.

Furnari ha concluso ribadendo che “l’ANPIT è pienamente consapevole della crucialità del momento e guarda con preoccupazione le Amministrazioni che non dispiegano il massimo impegno, le risorse bisogna conquistarle tramite progetti esecutivi, perché non è assolutamente scontato che i fondi destinati al Sud rimarranno in ogni caso a disposizione delle regioni meridionali. Ciò è vero soltanto per poco più di un terzo delle risorse messe in campo, tutto il resto prenderà la via di territori virtuosi e con maggiore capacità di progettazione e di spesa.

Il confronto di Orvieto serve anche a questo, affinché ci si adoperi in tutti i modi e si faccia fronte comune, all’interno dell’Associazione così come nel Paese”.