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Cronaca

Coronavirus nel Vibonese, messe “sospese” e malumori nella diocesi

Diversi sindaci emanano ordinanze per "sospendere le funzioni religiose in presenza". Diversi sacerdoti però, pur condividendone il merito, ritengono siano illegittime

messa-chiesa

Il Covid continua a preoccupare tutta la comunità del Vibonese e il sindaco di Soriano corre ai ripari emanando un’ordinanza che – oltre a chiudere i locali dalle 20 alle 5, le piazze, i parco giochi e gli impianti sportivi – ha previsto la “sospensione delle funzioni religiose in presenza”. Niente messe, dunque, fino al 15 gennaio. Una decisione simile è stata presa pochi giorni fa anche dal sindaco di Spilinga, sempre per provare a fermare l’aumento dei contagi. Ma non solo: anche Zungri, Sorianello e altri centri hanno deciso di agire allo stesso modo. In alcuni casi, ad esempio Filadelfia, il provvedimento del Comune è stato poi rimodulato non prevedendo più questa eventualità.

Anche se la decisione viene spesso presa “sentito il parere dell’ordinario del luogo”, e anche se la Diocesi di Mileto non ha commentato le ordinanze, a quanto ci risulta sono diversi i malumori che i provvedimenti hanno suscitato nella Chiesa vibonese. Pur condividendo il merito e la volontà della curia di non entrare in conflitto con le autorità civili, soprattutto vista la serietà con cui viene considerata l’emergenza Covid, diversi sacerdoti, infatti, ritengono si tratti di atti illegittimi in quanto spetta all’istituzione Diocesi – e non ai sindaci – decidere la sospensione delle funzioni religiose, in virtù degli accordi tra Stato e Chiesa.

Come ha infatti ricordato recentemente all’agenzia di stampa Adnkronos Vincenzo Corrado, direttore dell’Ufficio nazionale comunicazioni sociali della Cei (Conferenza episcopale italiana, ndr), è ancora in vigore “il Protocollo del 2020 che ha permesso di riconoscere le chiese come luogo di culto, in cui fedeli e pastori possono ritrovarsi per le celebrazioni liturgiche con ordine, serenità, raccoglimento nella preghiera”.

Le ordinanze comunali non stanno in ogni caso fermando i sacerdoti vibonesi che – con l’esperienza acquisita nei passati lockdown – continuano a restare “vicini” ai fedeli anche a distanza celebrando le messe da soli ma coinvolgendo la comunità attraverso le dirette streaming. Nonostante la Diocesi al momento sembri intenzionata ad assecondare il modo di agire dei sindaci, comunque, non è escluso che se ordinanze simili dovessero moltiplicarsi ci possa essere una presa di posizione per riportare ogni decisione – in merito all’emergenza Covid – nei ranghi delle singole competenze di autorità civili ed ecclesiastiche.

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