Discarica nel Vibonese, è scontro tra sindaci: “Non si può costruire a Sant’Onofrio”

Il sindaco Antonino Pezzo contro il suo predecessore: “Aveva un contratto con l’assessorato regionale all’Ambiente, si può essere servi di due padroni?”

Il sindaco di Sant’Onofrio ha ritirato il consenso del Comune per la realizzazione di un eco-distretto con annessa discarica in località Palombara ma l’Ato, l’assemblea dei sindaci del Vibonese riunitasi nel pomeriggio di ieri, si lega a un cavillo tecnico: “Manca un deliberato da parte del Consiglio comunale quindi le motivazioni non hanno alcuna legittimità” ha detto il presidente Maria Limardo, dando poi il via alla votazione – approvata con 18 sindaci favorevoli, cinque contrari e un astenuto – per la prosecuzione delle procedure di gara con lo studio di fattibilità, affidato ad Invitalia, al costo di 329mila euro. Se dovesse arrivare la delibera del Consiglio comunale, in ogni caso, l’Ato ha già previsto un piano B: utilizzare il territorio di Dinami dopo che il sindaco, anche nella giornata di ieri, ha dato la sua disponibilità a ospitare l’impianto.

Il confronto è stato però tutt’altro che pacato, con il sindaco di Sant’Onofrio Antonino Pezzo che ha tirato diverse frecciate al suo predecessore, Onofrio Maragò: “Non avrei voluto trattare questa storia da sindaco – ha affermato Pezzo – ma purtroppo sono costretto a farlo dopo che l’ex primo cittadino aveva deciso di dare la disponibilità per la realizzazione della discarica” in un luogo che “è una zona boschiva, c’è un bosco (nella foto in alto, ndr) – ha detto cartografie alla mano – escluso dal piano regionale dei rifiuti. Nessun luminare che venga da fuori potrebbe spiegarci il contrario“. Da qui l’affronto: “Non voglio insinuare nulla, ma soltanto ricordare che il precedente sindaco aveva un contratto con l’assessorato regionale all’Ambiente per avviare le attività relative al piano di gestione dei rifiuti. Si può essere servi di due padroni?“. Parole subito interrotte dal presidente Maria Limardo perchè “questa non è la sede per affrontare determinate questioni”. Pezzo ha inoltre chiesto chiarimento anche sul ruolo della dirigente del Comune di Vibo Adriana Teti: “Siamo certi che il Rup possa essere lei? Questo incarico non dovrebbe essere affidato ad un tecnico?”.

Oltre alla questione discarica, in ogni caso, l’Ato ha affrontato anche il tema dell’indifferenziato e dell’organico. “Grazie a un dialogo aperto con l‘Ato di Reggio Calabria per un trattamento più favorevole da un punto di vista economico – ha detto il presidente Limardo – il costo medio definito per l’indifferenziato sarebbe di 197 euro a tonnellata, molto meno di quelli che vengono pagati attualmente”. Si tratta però solo di 18mila tonnellate sulle 25mila prodotte ogni anno: “Il resto continuerà ad essere portato ad Alli, con un costo di 350 euro a tonnellata”. Allo studio anche il modo migliore per ridurre il costo dell’organico, sempre in collaborazione con l’Ato reggina.