Elezioni provinciali a Vibo e “anomalie istituzionali”: passo indietro di Luciano e Pugliese

Niente candidatura di Laura Pugliese con l’appoggio del capogruppo del Pd. Alla base della decisione il coinvolgimento del presidente Solano nell’inchiesta “Petrolmafie”

“In riferimento alle prossime elezioni provinciali (che si terranno il 18 dicembre, ndr) restiamo concretamente in linea con il primo documento sottoscritto dalla federazione provinciale del Pd che ha evidenziato delle ‘anomalie istituzionali’ da rimuovere prima di procedere alla presentazione di una lista, e che conteneva un invito a tutte forze politiche del territorio a fare quadrato intorno a tale proposta”. Così in una nota il capogruppo del Pd nel Consiglio comunale di Vibo, Stefano Luciano, e la consigliera del gruppo misto – ma molto vicina ai dem – Laura Pugliese. Il riferimento, non esplicitato, è alla nota di alcuni dirigenti del Pd erano contrari alla partecipazione a questa tornata elettorale in virtù della particolare posizione, definita “imbarazzante”, del presidente della Provincia Salvatore Solano, rinviato a giudizio nell’ambito del processo Petrolmafie con l’accusa di corruzione e turbativa d’asta

È in virtù di quell’appello che Luciano e Pugliese hanno deciso di “non proseguire lungo la linea della candidatura di quest’ultima alle elezioni provinciali e di evitare inoltre un coinvolgimento attivo delle nostre persone alla tornata elettorale”. “Rimaniamo ancora oggi con questo convincimento – prosegue la nota – per salvaguardare fattualmente quel messaggio iniziale che il PD ha inteso lanciare pur rispettando la scelta di alcuni amministratori di centrosinistra di prestare la loro candidatura nell’ambito di una lista civica”.

Nei giorni scorsi si era infatti parlato di una candidatura come consigliere – il presidente, ricordiamo, rimarrà ancora Salvatore Solano in quanto le elezioni riguardano il solo rinnovo del Consiglio provinciale – della stessa Pugliese. Adesso, però, il passo indietro. “Restiamo infine meravigliati – concludono i due consiglieri comunali – del silenzio che ancora una volta ha caratterizzato alcuni esponenti del centrodestra che non hanno speso una parola sul tema e che hanno evitato qualsivoglia confronto anche in una circostanza, come questa, in cui non si era posto un tema politico divisivo ma un tema istituzionale su cui avremmo dovuto necessariamente trovare una sintesi indipendentemente dai colori politici, peraltro su una questione destinata ad avere una risonanza nazionale“.

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