Quantcast
Lifestyle

Investire in arte: è il momento giusto

Investire in arte

La ripartenza economica Italiana – nonostante le premesse – sta andando oltre le previsioni ed il fatto che la maggior parte dei conti bancari nazionali abbia depositi medi e risparmi importanti, fa sì che molti individui cerchino nuovi canali d’investimento (più proficui) rispetto la finanza classica. Nell’ultimo periodo, investire in Borsa o acquistare BOT/BTP è diventato meno conveniente ed allo stesso tempo più rischioso per via delle oscillazioni di mercato. A questo, aggiungiamo l’ipotesi (probabile) che tassazioni bancarie, i vincoli contrattuali e potenziali rivisitazioni delle normative sul Capital Gain potrebbero cambiare a breve. Con queste premesse, diversi canali alternativi si affacciano all’orizzonte degli investitori: in primis scegliere d’investire nell’arte o nel collezionismo.

Un trend che i dati economico finanziari ed i risultati ottimistici delle ultime fiere internazionali confermano come il momento migliore come mai lo è stato prima. Oltre alle aste ed alle gallerie d’arte, da qualche tempo spopolano spazi e portali digitali in tutta Europa, tra cui sicuramente spicca a livello internazionale un’idea imprenditoriale tutta italiana: Kooness, una piattaforma online che si prefigge di diventare il marketplace punto di riferimento del mondo dell’arte.

Il mercato d’arte diventa digitale

Probabilmente non se ne è accorto nessuno, ma il mercato dell’arte è profondamente cambiato. Certo, continuano ad esserci le classiche aste e gallerie, le mostre e fiere di mercato ma da tempo il business del collezionismo è approdato nella sfera digitale. Complice il “new normal postcoronavirus”: tutto si è accelerato in modo importante e se in Italia alcune note gallerie hanno chiuso i battenti, è altresí vero che, si sono aperti alcuni spazi virtuali molto più frequentati. Questo meccanismo – a dispetto di ogni previsione – sta facendo crescere in doppia cifra il mercato dell’arte e gli investimenti iniziano ad essere sempre più diffusi, presenti e trasversali.

Sicuramente da un lato servivano nuove norme e modalità per rendere più semplice la parte burocratica intorno ad un artefatto da collezione. Dall’altro serviva “sdoganare” una pratica d’investimento ritenuta tempo fa ancora troppo di nicchia. Ciò che conta è che – ad oggi finalmente – si può comprare qualcosa di bello semplicemente dal divano di casa, facendo crescere nettamente il numero di clienti interessati. Grazie al potere del digitale, investire nell’arte è diventato più facile ed alla portata di tutti. Arte e collezionismo danno adesso la possibilità di poter essere considerati a tutti gli effetti “asset” finanziari” con una potenziale e probabile rivalutazione nel tempo. Una nuova passione che inizia a coinvolgere anche tantissimi millennial.

Investire in arte: online è più semplice

E’ sicuramente un dato di fatto: investire in rete è semplice, scegliere il pezzo mancante della propria collezione o cercare l’artista preferito è diventato “a portata di click” e dunque molto più vicino a potenziali clienti di tutto il mondo. Queste premesse sono –  in qualche modo – la percezione e la Mission portata avanti dalle piattaforme online e le case d’arte che sbarcano in rete. E’ stata proprio la crescita della presenza online che ha generato maggiori introiti: scegliere un prodotto artistico in rete è facile anche grazie all’accuratezza del servizio. Se pensiamo all’offerta trasversale e variegata di un Ecommerce d’arte puro come Kooness ci rendiamo conto di quanto possa essere coinvolgente uno spazio digitale dedicato al collezionismo ed al bello.

Leggendo il rapporto The Art Market 2021, scritto da Clare McAndrew, fondatrice di Arts Economics nonostante ci sia stata una vendita di pezzi d’arte inferiore nel 2020, il mercato globale risulta essere cresciuto oltre il 25% e ciò grazie alla rete. Il mercato è davvero florido, basti pensare che le vendite globali d’arte ed antichità nel 2020 hanno raggiunto una cifra stimata di oltre 50 miliardi di dollari. Un vero e proprio tesoretto.

Arte a casa: la magia del digitale

L’arte a casa è sinonimo di bellezza: spesso visitare una galleria o vedere una mostra è difficoltoso. I prezzi dei trasporti sono alle stelle, ci vuole tempo e non pochi apprezzano le visite ad orari non proprio convenzionali (soprattutto in quest’era di distanziamento ed ingressi limitati). La rete offre opzioni meravigliose: come, ad esempio, immaginare nel proprio soggiorno un quadro importante appeso virtualmente, che però nella realtà non c’è. Un’operazione interessante, messa in pratica dalla galleria londinese Serpentine ma adesso in fase sperimentale da tanti. Basta pensare che persino la Fondazione Maxxi Roma ha messo a disposizione alcune esposizioni solo da remoto. In questo periodo ad esempio grazie alla collaborazione con  IAGA Contemporary Art e Vera Canevazzi Art Consulting sino a fine anno è fruibile direttamente dal divano di casa propria la mostra dell’artista polacco Pawel Wasowski organizzata in Romania.