In Italia si legge sempre meno: pesano reddito e differenze geografiche

La pandemia ha aumentato il divario Nord-Sud anche nell’ ambito della lettura

Diminuiscono ancora i lettori in Italia e le differenze geografiche e di reddito pesano ancora più che in passato. La percentuale degli italiani tra i 15 e i 75 anni che leggono è oggi al 56% a fronte del 65% del 2019 e del 59% del 2020.

Chi vive al Sud legge sempre meno libri: si passa dal 41% del 2019 al 40% del 2020 e al 35% del 2021. Durante la pandemia, quindi, il divario tra Nord e Sud si è ampliato da 22 punti percentuali fino a 24. E’ il quadro preoccupante che emerge dal progetto di ricerca sulla lettura, frutto della collaborazione tra il Centro per il libro e la lettura (Cepell) e l’Associazione Italiana Editori (Aie). L’indagine è stata presentata al Salone del Libro nel convegno Leggere in pandemia #1 – Nuovi percorsi di lettura degli italiani.

“Dobbiamo lavorare per diminuire i divari. E’ importante che aumentino le vendite dei libri”, sottolinea il ministro della Cultura, Dario Franceschini. “E’ da tempo che diciamo che la lettura è un’emergenza nazionale. Come evidenziato dalla ricerca, la vera emergenza è proprio questa: le disparità all’interno della società italiana” sottolinea il presidente dell’Aie, Ricardo Franco Levi. “Oltre al calo dei lettori, c’è una preoccupante polarizzazione sempre più netta tra chi legge da sempre e lo ha fatto in questi mesi di più, acquistando più libri e dedicandoci più tempo, e chi alla lettura non si avvicina. Il divario si è approfondito, come altre disuguaglianze durante la pandemia. Questo è oggi il campo della sfida e di un necessario cambio di rotta”, commenta il presidente del Centro per il libro e la lettura, Marino Sinibaldi. La fascia d’eta 15-17 anni è quella in cui si registra il calo più robusto: sono i ragazzi che hanno scaricato e utilizzato, quindi un’altra forma di lettura, milioni di contenuti didattici integrativi per la didattica a distanza. Allo stesso tempo, però, il numero medio di libri a stampa, ebook e audiolibri fruiti sale a 7,8 contro i 7,2 del 2020 e i 6,6 del 2019. Aumenta anche il tempo dedicato a questa attività: chi legge un’ora ogni giorno è oggi il 15% della popolazione contro il 9% del 2019. Oltre al divario Nord-Sud, crescono anche le disparità legate al livello socio-economico e culturale. I lettori con basso titolo di studio oggi sono il 36%, in calo di 14 punti percentuali in due anni, mentre i lettori con la laurea sono l’84%, in calo di 7 punti. Si mantiene invece intatto il differenziale tra uomini e donne: entrambi leggono meno di prima: sono lettrici il 60% delle donne, lettori il 52% degli uomini. Un mercato sempre più dipendente da pochi, forti lettori. Tra i lettori, la maggioranza assoluta ha letto da uno a tre libri (il 55%), il 23% da 6 a 4 libri, il 14% da 11 a 7 e il 9% più di 12 libri. I forti lettori (più di 12 libri) leggono mediamente 17 libri l’anno, 3 in più di quanti non ne leggessero nel 2020. Oltre a leggere, comprano anche più di prima: in media 12,3 libri, due e mezzo in più dell’anno precedente. Il risultato è un mercato sempre più concentrato: il 59% delle copie vendute sono acquistate dal 23% dei lettori (quelli che leggono più di 7 copie l’anno).