IL COMMENTO | A Vibo l’opposizione abbaia ma non morde: pesano divisioni e personalismi

Qualsiasi cosa faccia il suo “predatore” principale, l’Amministrazione Limardo, la minoranza non reagisce con troppo vigore. E non è una buona notizia

L’opposizione al Comune di Vibo è una creatura un po’ strana. Di quelle timide, che si fanno vedere giusto ogni tanto, e che non fanno troppo rumore. Su una cosa gli scienziati sembrano essere certi: non è pericolosa. Qualsiasi cosa possa fare il suo “predatore” principale, l’Amministrazione Limardo, non reagisce con troppo vigore. Al massimo manda ai giornali qualche comunicato stampa, ma quasi mai dire qualcosa di troppo forte o eccessivamente provocatorio. Ogni tanto prova ad alzare timidamente la voce dentro l’aula consiliare, ma è giusto un momento, passa in fretta.

Da cosa è causata questa specie di inattività? Principalmente dalle diverse anime che la compongono, non troppo inclini al lavoro di squadra ma comunque in cerca di singole visibilità. Come “caso studio” prendiamo le polemiche contro l’assessore all’Istruzione e alle Politiche sociali Rosamaria Santacaterina, risalenti allo scorso 28 settembre (ne abbiamo parlato QUI), in merito al bando relativo all’asilo nido comunale e all’esclusione di alcuni bambini. L’opposizione alza la voce e chiede le dimissioni dell’assessore in questione. Come lo fa? Divisa in due: da una parte Vibo Democratica e dall’altra i restanti. Ah, non tutti insieme? E no, perchè da un lato il Partito Democratico prova, forte dei suoi ben due consiglieri (così come il M5S e la stessa Vibo Democratica), a mantenere la “guida” dell’opposizione, non tanto per meriti particolari ma per salvaguardare un “dato politico”; dall’altro qualcuno, un po’ per ribellione un po’ per ricerca di attenzione, vuole provare a guastare questa presunta leadership.

Il risultato di questa operazione politica – tra una discussione e un’altra – è stato, letteralmente, nulla. Di fronte agli attacchi a un componente della sua giunta il sindaco Limardo non ha neanche dovuto difenderla, rispondere sulla stampa, ribadire pubblicamente la sua stima e fiducia. Ha semplicemente ignorato l’attacco dell’opposizione, forse sicura – come è effettivamente stato – che la strana creatura vibonese (come abbiamo detto sopra) non è pericolosa.

A questo “abbaia ma non morde” c’è però un’eccezione. Quando si tratta di strade – da Longobardi alla interpoderale di collegamento per Vibo Marina – l’opposizione tira fuori gli artigli e si ricorda del suo importante ruolo in una società democratica. La viabilità è un argomento certamente importante ed è apprezzabile l’attenzione della minoranza, ma sarebbe opportuno che anche altre questioni venissero prese così a cuore. Il tutto mentre lo stesso Partito Democratico, fatti salvi gli interminabili interventi del capogruppo Stefano Luciano in Consiglio comunale (che sappiamo si diverte a prendere per sfinimento gli avversari), spesso risulta assente nella quotidianità della politica cittadina.

Attenzione però a non cadere nel tranello: la calma e la poca pericolosità di questa strana creatura non è una buona notizia per la città. Non è infatti causata dalla volontà di portare avanti un’opposizione leale, costruttiva, dialogante, che si può fare anche con grinta e determinazione. Quanto piuttosto, sembrerebbe, dalla poca capacità politica di riuscire a incidere sulle scelte della maggioranza. E se è vero che Vibo è una città piena di problemi, che riesce a stento a garantire l’ordinario e senza una visione di futuro, è troppo facile ricordare solo una parte delle colpe – che spettano, senza se e senza ma, al sindaco Maria Limardo e alla maggioranza – dimenticandosi di un dato fondamentale: la qualità di un governo dipende anche dalla qualità dell’opposizione.

E mentre qualche singolo consigliere prova a fare il suo in solitaria, sollevando problemi nelle varie commissioni, sembra che adesso ci sia diverso movimento per il Consiglio comunale in modalità “question time” previsto per il prossimo lunedì, con numerose interrogazioni presentate dalla minoranza. Un fuoco di paglia dovuto al pessimo risultato delle elezioni regionali o, piuttosto, una fiamma duratura? I cittadini – e anche la stessa maggioranza (siamo sicuri che l’Amministrazione si diverta e lavori meglio con un’opposizione più stimolante) – si augurano che continui ad ardere. In fondo, non dimentichiamolo, ne va della qualità della vita dei vibonesi.