Rinascita, il pentito Arena tra Luigi Mancuso boss “a livello nazionale” e il ruolo della massoneria

Il pentito: “Adesso non ci sono più le guerre di ‘ndrangheta perché c’è un controllo capillare a livello nazionale e pure estero. Ai livelli più alti massoni e colletti bianchi hanno delle doti riservate”

“Il capo riconosciuto della provincia di Vibo Valentia, e tra gli uomini che hanno una dote più alta a livello nazionale, è Luigi Mancuso. Invece di chiamarlo capo Crimine possiamo chiamarlo il boss di tutta la provincia di Vibo Valentia, sta bene? È la stessa cosa”. A parlare è Bartolomeo Arena, 44 anni di Vibo Valentia, interrogato nel corso delle scorse udienze del maxi processo Rinascita Scott dall’avvocato Paride Scinica, difensore di uno dei più importanti imputati del procedimento: il boss di Limbadi Luigi Mancuso. “Dopo l’uscita dal carcere la massima espressione per quanto riguarda la Provincia di Vibo era lui, almeno fino all’operazione Rinascita – ha aggiunto Arena – ma non si parla solo a livello vibonese, della Provincia di Vibo, ma si parlava proprio a livello nazionale di Luigi Mancuso“.

“Luigi Mancuso, a differenza di molti altri della sua famiglia – prosegue il pentito – quando è uscito lui è cambiato tutto“. Come mai? “Loro rispondevano attraverso più che altro i Piromalli, però poi elementi di vertice dei Mancuso erano conosciuti dappertutto, con l’unica lacuna, diciamo, che molti parenti di Luigi Mancuso non si erano fatti molto amare nel tempo. Nel senso che parliamo, per esempio, di Peppe Mancuso detto ‘Mbrogghja, non è che andasse d’accordo proprio con tutte le consorterie della Calabria”. Con il collaboratore di giustizia che ha precisato però che “diversi soggetti dei Mancuso a Polsi erano sicuramente riconosciuti, e nell’area del Vibonese sicuramente da almeno trent’anni, se non più, sono i Mancuso che vengono identificati come famiglia ‘ndranghetistica per eccellenza“.

A proposito del Crimine, struttura di vertice della ‘ndrangheta, l’avvocato Scinica ha chiesto se chi “deve agire criminalmente per sistemare delle questioni”, come fare un omicidio, “deve notiziare il Crimine Polsi”. “No, qua si vede, qua deve capire che la ‘ndrangheta è unitaria. È unitaria perché? Perché adesso non succedono più le guerre – ha risposto Bartolomeo Arena – e si è domandato come mai perché non succedono più le guerre? In primis perché è unitaria e c’è quindi un controllo capillare a livello nazionale e pure estero“.

Ma non solo: “Seconda cosa – prosegue il pentito – parliamo della ‘ndrangheta e non ci limitiamo ai riti, a San Michele, a Osso, Mastrosso e Carcagnosso, perché poi le ricordo che dalla Santa in poi si è diventati massoni, e qua ci sono tantissimi ‘ndranghetisti che sono massoni. Infatti se andiamo a vedere il rito della Santa è similare tantissimo al rito che viene fatto nella ‘libera muratoria’, che sarebbe la massoneria. Quindi è anche per questo che la ‘ndrangheta è unitaria… molti ‘ndranghetisti sono massoni… e poi ai livelli più alti – conclude Arena – anche massoni e colletti bianchi hanno delle doti riservate proprio a loro“.