Convegno Anpit “Calabria centro del Mediterraneo”: tra borghi, turismo e non solo (VIDEO)

Il dibattito ha fotografato alcune certezze ed altrettante grandi preoccupazioni, con la speranza che le risorse destinate alla rigenerazione dei borghi possano ridare vita ai piccoli paesi calabresi

Il dibattito sviluppatosi nei lavori del convegno “Calabria centro del Mediterraneo”, organizzato dall’ANPIT calabrese, ha fotografato alcune certezze ed altrettante grandi preoccupazioni. La certezza è rappresentata dal fatto che le ingenti risorse che saranno messe a disposizione dal Recovery Plan potrebbero far ripartire l’economia anche in una regione fragile come quella calabrese. Di converso, la preoccupazione risiede nel fatto che, così come accade per la ordinaria programmazione dei fondi europei, la Calabria finisca con l’intercettare pochissime risorse, vanificando la straordinaria occasione che oggi si presenta.

L’ANPIT crede molto nella possibilità che le risorse destinate alla rigenerazione dei borghi possano cogliere l’obiettivo di ridare vita ai piccoli paesi calabresi, finora lasciati soli e destinati allo spopolamento ed al progressivo abbandono.

Marco Furnari, presidente dell’ANPIT di Vibo Valentia e responsabile nazionale della Coesione regionale, intervenendo al Convegno ha messo in evidenza come “…tra gli 8 miliardi destinati a Turismo e Cultura sono stati stanziati 2,4 miliardi per i siti minori, le aree rurali e le periferie, si interviene in particolare sui piccoli borghi storici e rurali con un Piano Nazionale Borghi, finalizzato alla valorizzazione del patrimonio storico, artistico, culturale, anche per mezzo della rinascita delle antiche strutture agricole e dei tradizionali mestieri artigiani – Furnari ha inoltre posto all’attenzione – l’interessante iniziativa ‘Percorsi nella Storia’, volta a promuovere un turismo lento, distante dagli itinerari più noti e affollati, per generare nuove aree di attrazione, diffuse sul territorio calabrese, attraverso la creazione e l’offerta di cammini, percorsi ciclabili, riscoperta di siti dimenticati”.

Al dibattito hanno partecipato anche Giovanni Macrì, sindaco di Tropea Borgo dei Borghi 2021; Gilberto Floriani Vibo Valentia, tra i promotori di Capitale del Libro 2021; Rosaria Succurro, sindaco di San Giovanni in Fiore; Antonello Grosso, La Valle UNPLI e Carmine Lupia, presidente del Cammino Basiliano.

Tanti si sono espressi sull’intervento di Furnari parlando di interessanti idee che però mal si coniugano con gli inevitabili ritardi nell’iter che porta alla cantierabilità delle opere, a cui noi calabresi siamo stati abituati. E proprio su questo ultimo concetto, ha incentrato il suo ragionamento Rosario De Luca, presidente della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro che nel suo intervento pragmatico non ha mancato di rimarcare che la sola enunciazione di cifre finanziate non porta lavoro per le Imprese ed occupazione per i lavoratori ed allora bisognerebbe far partire subito le opere cantierabili che i Comuni ed i vari Enti hanno avute approvate e che non sono mai partite per cavilli burocratici o per insufficienza delle risorse. Le varie strade, le scuole, le biblioteche, le reti idriche e fognarie che se avviate, su stima dell’Anci, porterebbero lavori per 35 miliardi.

Il presidente De Luca non ha mancato di rimarcare il ruolo che i professionisti possono e debbono esercitare in un momento così delicato per il Paese, anche alla luce dei cambiamenti organizzativi che la pandemia ha costretto ad apportare al mondo delle professioni. Il dibattito è stato arricchito dal contributo dell’onorevole Anna Laura Orrico che, forte dell’esperienza maturata da sottosegretaria alla Cultura, ha arricchito il dibattito sottolineando come la rigenerazione dei Borghi possa avvenire attraverso la predisposizione ed il finanziamento di strumenti già operativi per il Turismo sostenibile, facendo leva sulla cultura per rafforzare l’economia dei territori, anche attraverso l’utilizzo del Fondo per gli operatori turistici previsto all’interno del Fondo Operativo del Ministero del Sud.

La Orrico ha sottolineato come “la pandemia ci ha insegnato che il turismo, per rispondere alla nuova necessità di sicurezza, non potrà più essere immaginato come prima e un turismo distanziato è l’ideale per fruire dei borghi calabresi, capaci di far innamorare qualunque visitatore. E’ pure vero che molti Comuni non hanno la capacità né le risorse umane per progettare e quindi per partecipare ai bandi, è proprio per questo che è stata normata la co-progettazione, tavoli di confronto operativi tra Comuni, associazioni e imprese, oltre che l’aggregazione di unità tecniche di paesi limitrofi. Il Governo deve fare le leggi per il turismo – ha concluso la Orrico – ma la Regione deve costruire le filiere, materiali ed immateriali, linguistiche, paesaggistiche, enogastronomiche, botaniche, storiche”.

Il presidente regionale dell’ANPIT Francesco Catanese, che ha presieduto e coordinato i lavori del Convegno, ha auspicato che il grande sforzo della sua organizzazione per portare a sintesi gli strumenti e le opportunità e per sminare i temi scottanti dei ritardi calabresi vengano colti dalla politica e dagli amministratori. C’è in gioco il presente ed il futuro della Calabria e tutti devono concorrere perché diventi finalmente una Regione normale.