Sparatoria all’università: sei morti e 24 feriti. Lo studente assassino: “Voglio fare del male”

L’aggressore ferito e catturato. L’ultimo post: “Odio tutti, non è terrorismo”. Alcuni tentano la fuga lanciandosi dalle finestre, altri si barricano in auditorium

Sparatoria in Russia: è strage in uno degli edifici dell’Università Statale di Perm. Uno studente di 18 anni, Timur Bekmansurov, ha aperto il fuoco in mezzo alla gente, provocando morti e diversi feriti. Il killer è stato a sua volta colpito dalla polizia durante le operazioni di arresto. Fonti ufficiali avevano diffuso la notizia della sua uccisione, quindi la smentita: l’autore dell’attacco è vivo e si trova in ospedale.

Con il passare dei minuti il bilancio della strage si delinea nella sua gravità. Il comitato investigativo russo parla ora di sei vittime (e non 8 come riportato dopo i primi accertamenti) e “molti feriti”. Secondo gli ultimi aggiornamenti sarebbero 24, di cui 19 colpiti dai colpi dell’assalitore. In un primo momento l’università degli Urali aveva parlato solo di “quattro feriti”, dicendo che ad aprire il fuoco era stata “una persona sconosciuta” con una “pistola non letale”. Ora le vittime sono confermate, così come l’identità dell’killer. Ma resta ancora incerto il numero delle persone coinvolte. Le informazioni restano frammentarie, da chiarire la dinamica dell’accaduto.

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