Il paradosso: ambulanza del 118 sostituita con una che ha il doppio dei km

L’associazione “Senza Nodi” denuncia il caso a Soveria Mannelli: “Mezzo arrivato per sostituirne uno che ne ha 300mila”

“Il Lametino e i suoi problemi in sanità continuano ad essere un esempio di come in Calabria prosegue senza che nessuno alzi la voce o la testa, lo sfacelo e la negazione del diritto del malato”.

Lo dice Nadia Donato, presidente dell’associazione “Senza Nodi”, non nuova a denunce di questo tipo. Oggi la segnalazione arriva da Soveria Mannelli, ospedale di montagna che appartiene all’Asp di Catanzaro, come quello di Lamezia Terme e quello di Soverato.

A Soveria “da venerdì sino ad oggi hanno mandato un’ambulanza con 700mila chilometri per sostituirne una che ne ha 300mila e che si trovava in officina. Pare che sia così a ogni guasto. Se ci pensiamo già con 300mila chilometri un’ambulanza che almeno 10 anni, pare che non sia proprio quella nuova che promettono da tempo. Ma 700 mila? Ma non avevano annunciato l’arrivo di ambulanze di nuovo un mese fa? Certo, si può dire “per due giorni che vuoi che sia”? Fareste viaggiare i vostri cari in queste ambulanza? Per tutta l’estate, insieme ad altri gravi problemi, si è messo in risalto, le grandi difficoltà del 118: le ambulanze ormai vecchie, la carenza di personale esperto, gli interventi senza medico e i ritardi con i quali si arriva nelle chiamate di emergenza perché i percorsi sono spesso molto distanti dalle postazioni”.

“Nei giorni scorsi – continua Donato – i medici del 118 hanno anche protestato mettendo in evidenza, con serietà e senso del lavoro, quali difficoltà sono costretti ad affrontare, eppure è come se fosse tutto immobile. Ma chi è che deve dare risposte ai cittadini in questo marasma? Mentre la politica che tutto promette e nulla fa, starnazza in ogni dove, i problemi della Sanità calabrese non mutano di un millimetro e a Lamezia tutto scivola nel dimenticatoio. Vogliamo ribadire che si continua a mortificare e penalizzare i malati, i lavoratori della Sanità ed i cittadini calabresi, non fornendo mezzi e strutture adeguate perché si possa garantire il diritto alla cura e la sicurezza sul posto di lavoro. Noi, come le malattie, gli incidenti ed i problemi seri, non andiamo in vacanza perché viene l’estate o perché c’è la campagna elettorale e allora raccogliamo istanze e preoccupazioni di chi viene costantemente ignorato. Tentiamo, con molta umiltà, di mettere in evidenza che c’è troppa Calabria che non ha voce, che non viene ascoltata quando denuncia e che viene ignorata quando soffre. Saremo anche inascoltati? Va bene, ma di certo non smetteremo di parlare per questo, perché anche una goccia fa il mare e prima poi un’onda arriverà a far rumore”.