“Crypto”, ‘ndrangheta e spaccio di cocaina: dagli sms criptati ai doppifondi nelle auto

Sequestrati beni per 3.7 milioni di euro. Arrestati in flagranza 10 corrieri della droga. I dettagli dell’operazione scattata questa mattina

Alle prime ore di oggi 14 settembre 2021, il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro e il Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza di Roma – diretti e coordinati dalla Dda di Reggio Calabria – hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale emessa dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria nei confronti di 57 indagati (QUI i nomi) per i delitti di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, con l’impiego di oltre 400 finanzieri tra cui unità Antiterrorismo Pronto Impiego, unità cinofile antidroga e della componente aerea della Guardia di Finanza.

Sequestro da 3.7 milioni.
La misura cautelare è stata eseguita tra Calabria, Sicilia, Piemonte, Puglia, Campania, Lombardia e Valle d’Aosta. Contestualmente, i finanzieri hanno dato esecuzione al sequestro preventivo d’urgenza di beni, emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, per un valore complessivo stimato in 3.7 milioni di euro costituito da: fabbricati, società e relativi complessi aziendali, automezzi e numerosi rapporti bancari e finanziari,

L’inizio dell’indagine.
L’operazione denominata “Crypto”, che rappresenta l’epilogo di una complessa attività investigativa condotta dal 2017, trae origine da una costola di una vasta attività d’indagine denominata operazioneGerry”, che ha consentito nel marzo del 2017 di sgominare una complessa consorteria criminale, composta da soggetti di vertice delle ‘ndrine Molè-Piromalli e Pesce-Bellocco operanti, rispettivamente, in Gioia Tauro (RC) e Rosarno (RC).

Gli improbabili doppifondi nelle auto.
L’inchiesta ha consentito di disvelare l’esistenza di una agguerrita consorteria calabrese di stampo ‘ndranghetista, estremamente organizzata, composta da numerosi accoliti e dotata di una vera e propria flotta di mezzi necessaria per far giungere a destinazione la cocaina. Il modus operandi dell’associazione consisteva nel reperire lo stupefacente dai paesi fornitori, da lì veniva trasportato a Rosarno (RC), via terra, occultato in auto appositamente predisposte e con improbabili “doppifondi” e successivamente, grazie alla vasta ramificazione dell’organizzazione criminale, venivano rifornite molteplici “piazze di spaccio” italiane.

Messaggi criptati.
Le indagini hanno cristallizzato l’uso della consorteria di numerose sim tedesche che, da Rosarno (RC), comunicavano in maniera “citofonica” con altri cellulari con numerazione tedesca sparsi sul territorio nazionale. Queste sim, acquistate in Germania e intestate a soggetti di comodo, ovvero senza intestatari, rendevano ancor più difficile l’identificazione degli usuari delle diverse utenze. Inoltre, gli indagati comunicavano esclusivamente tramite sms, evitando che potesse palesarsi la loro voce, potenzialmente utile a un eventuale riconoscimento, e spesso utilizzando un molteplice livello di “protezione” costituito da messaggi contenenti codici numerici predefiniti (a ogni lettera dell’alfabeto corrispondeva un numero, assegnato apparentemente senza logica alcuna). Vi è da sé che al fine di definire l’esatta identità dei soggetti che inviavano o ricevevano detti sms dal contenuto illecito, si sono resi necessari, oltre all’ascolto delle intercettazioni e alla decriptazione della messaggistica, frequenti servizi di osservazione o videoriprese tratte da telecamere appositamente installate.

La sinergia tra associazioni criminali.
Le indagini hanno dimostrato, poi, che tra i rosarnesi e le altre associazioni criminali si era creata una vera e propria sinergia; sebbene nella quasi totalità dei casi le ingenti partite di narcotico partivano dalla Calabria per approvvigionare i vari acquirenti, quest’ultimi, in alcuni casi, “ricambiavano il favore” provvedendo a rifornire di stupefacente gli stessi rosarnesi o rifornendo un altro gruppo mediante l’intermediazione degli stessi. Con la decriptazione di tale messaggistica, è stato possibile trarre significative indicazioni sul modus operandi dell’organizzazione, identificare i sodali e ricostruire numerosi episodi di commercio e importazione di sostanze stupefacenti.

L’arresto in flagranza dei corrieri.
Infatti, nel corso delle indagini, su attivazione del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria/G.I.C.O. di Catanzaro, sono stati arrestati in flagranza di reato 10 corrieri di droga e sequestrati circa 80 kg di cocaina, che una volta immessa in commercio avrebbe fruttato all’organizzazione più di 4 milioni di euro, oltre che svariati chili tra “marijuana” ed “hashish”. Inoltre, dall’attività d’indagine è emerso che, tra l’aprile e il novembre del 2018, l’organizzazione criminale ha movimentato, oltre a quelli sequestrati, altri 140 kg di “cocaina”.

Duro colpo al traffico di cocaina, 57 misure cautelari in Calabria (VIDEO)