Un prelievo di sangue è in grado di rilevare il cancro prima che si manifestino i sintomi

Secondo gli esperti di sanità britannico questo test, ancora in fase di trial, sarebbe rivoluzionario

Curare il cancro ancora prima che sia diagnosticato grazie ad un test lanciato negli States. Ora il servizio nazionale della sanità britannico vuole condurre un trial clinico su 140mila volontari. È la promessa del test di Galleri, che con un prelievo di sangue, può rilevare fino a 50 tipi di tumore ancora prima che i sintomi si palesino. A giugno l’azienda biotecnologica e farmaceutica americana ha lanciato un nuovo tipo di screening che esamina il Dna nel sangue per determinare se proviene da cellule tumorali, anche se il nostro corpo non sta ancora producendo metastasi. In un primo studio, condotto su più di 6mila pazienti, i risultati hanno mostrato come sia possibile identificare 29 cancri di 13 tipi nelle persone dai 50 anni in su, ovvero l’età in cui è più probabile sviluppare un tumore.

Sono incluse gola, seno, pancreas, utero e prostata. Dopo questi primi risultati incoraggianti, il Regno Unito si è unito alla corsa contro il cancro. Il Servizio della sanità sta infatti cercando 140mila volontari disposti a farsi testare, che non abbiano ricevuto diagnosi di cancro negli ultimi tre anni. La metà di questi verrà subito sottoposta allo screening, mentre il sangue dell’altra verrà archiviata e testata successivamente. Ciò consentirà a gli scienziati di confrontare lo stadio in cui viene rilevato il cancro tra i due gruppi.

Il segretario generale del Servizio della sanità ha affermato ai microfoni dell’Indipendent che questo test è rivoluzionario e dà alle persone le migliori possibilità di guarire dalla malattia. Tuttavia nel mese di giugno, , evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, nella rivista Annals of Oncology, è stata pubblicata una ricerca condotta da vari scienziati che sono arrivati alla conclusione che a molte persone potrebbe essere diagnosticato erroneamente il cancro. Infatti il test è risultato positivo in 2’823 persone che hanno effettivamente la malattia, ma anche in 1’254 che in realtà non sono malate.