Serra San Bruno, al via lavori di restauro della “Varia” settecentesca e del busto di San Bruno

Soddisfatto il sindaco Alfredo Barillari: “La possibilità di visitare il cantiere di restauro è un’occasione che spero non si lascino scappare soprattutto i più giovani”

Al via i lavori di restauro della “Varia” settecentesca e del busto argenteo di San Bruno, interventi resi possibili grazie alla Banca Intesa San Paolo che, insieme ai capolavori di Caravaggio e di Antonello da Messina, ha deciso di valorizzare anche la preziosa opera d’arte serrese. Gli interventi saranno eseguiti presso il museo della Certosa a Serra San Bruno, nel Vibonese, dal restauratore Antonello Adduci e dal suo team; l’artista ha esposto dettagliatamente le procedure e le fasi di lavoro: il cantiere del sarà visitabile da lunedì. Soddisfatto il sindaco, Alfredo Barillari: “La possibilità di visitare il cantiere di restauro è un’occasione che spero non si lascino scappare soprattutto i più giovani che potranno, così, avere prova diretta di questa nobile e antica professione. Un ringraziamento, infine, a Bruno Tripodi, sempre pronto a documentare i momenti salienti della nostra comunità”.

“Varia” è il termine dialettale serrese per indicare il tronetto processionale stato realizzato nel 1797 dall’artista napoletano Luca Baccaro. I quattro lati della varia sono rivestiti di lamine d’argento lavorate a sbalzo con motivi fitomorfi; al centro di ogni lato vi è un medaglione d’argento incorniciato con rami di palma di bronzo.

Il lato A raffigura una scena con i monaci certosini risparmiati dal terremoto del 1783. Sul lato B sono rappresentati i monaci che ringraziano Dio per lo scampato pericolo. Nel lato C è riprodotto lo stemma della famiglia Taccone di Sitizano, donatrice della varia, e nel lato D lo stemma della Certosa. La varia viene posta sotto al busto reliquiario argenteo di San Bruno, risalente al 1516, e conservato nella chiesa conventuale della Certosa.