Corruzione nel Tribunale di Catanzaro, nuova indagine: collegamenti con il Vibonese?

La Procura di Salerno ha avviato una nuova inchiesta. Ci sarebbero punti di collegamento con il processo “Imponimento”

La Procura di Salerno ha aperto un’altra indagine sulla magistratura del distretto di Catanzaro. A riportarlo la Gazzetta del Sud, nella edizione odierna, che parla di una nota dei pm campani – che è stata allegata agli atti del processo “Imponimento” e per questo è diventata pubblica – in cui si parla di un’indagine che avrebbe alcuni punti di contatto con il capo di imputazione numero 33 contestato nel procedimento Imponimento che coinvolge alcuni amministratori locali del Vibonese (riporta la Gazzetta: l’ex assessore ai Lavori pubblici del Comune di Polia Giovanni Anello; l’ex consigliere provinciale di Vibo, il commercialista Domenico Fraone; l’ex consigliere comunale di Tropea, il geometra Pasquale Scordo; l’ex vice sindaco di Parghelia Francesco Crigna e Giovanni Giardino) oltre al boss di Filadelfia Rocco Anello. Sono tutti accusati di intestazione fittizia in concorso con l’aggravante di aver favorito la criminalità organizzata.

Naturalmente l’indagine è riservata e non si conoscono nomi e numeri dei magistrati sotto indagine. Così come non si conosce la reale entità di questi presunti collegamenti con “Imponimento”. Qualcosa di grosso, però, potrebbe bollire in pentola. Da cosa si evince? Qualche settimana fa il super pentito della Dda di Catanzaro Andrea Mantella, nel corso del maxi processo Rinascita Scott, si è lasciato scappare – in merito alla “corruttela che c’era a Catanzaro” – che “tra qualche mese quello che sto dicendo oggi verrà fuori” e che “il sistema è ancora in atto a Catanzaro” (ne abbiamo parlato QUI).