Mare sporco nel Vibonese, Legambiente trova due zone “fortemente inquinate”

Si tratta della foce del torrente in una spiaggia a Briatico e un’altra a Ricadi. “Entro i limiti” altre analisi a Pizzo, Nicotera e Bivona

Sono 24 in tutta la Calabria i punti monitorati dai volontari e dalle volontarie di Goletta Verde, di Legambiente, dal 7 al 14 luglio lungo le coste calabresi, di cui 12 in prossimità di foci di corsi d’acqua. 9 punti sono risultati oltre i limiti di legge dei quali 8 fortemente inquinati e 1 inquinato (QUI la tabella completa). Continuano le criticità nelle foci dei fiumi: infatti, degli 8 punti giudicati fortemente inquinati, 6 riguardano foci e 2 sono stati campionati in prossimità degli sbocchi a mare.

A Vibo Valentia, nello specifico, i punti risultati fortemente inquinati sono due: la foce del torrente Ruffa in località Turiano a Ricadi e quella del torrente Murria a Briatico presso la spiaggia Torretta. La foce del Torrente Britto a Marina di Nicotera, la spiaggia presso la foce del fosso Sant’Anna a Bivona e la foce del fiume Angitola a Pizzo sono risultati nei limiti di legge.

“Purtroppo ancora una volta constatiamo i problemi legati a mala depurazione e non lo dice solo Legambiente, ma anche la Commissione Europea. Allo stato attuale – dichiara Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria – l’89% degli agglomerati presenti in Calabria ricadono in procedura di infrazione per la depurazione: si tratta di 188 agglomerati non conformi con impianti che servono oltre 3,1 milioni di abitanti equivalenti. La nostra regione deve affrontare il problema, enorme, della depurazione. Per superare lo stato di infrazione sono stati messi in campo sostegni economici per gli investimenti infrastrutturali e strutture commissariali per supportare le amministrazioni locali, ma la situazione non migliora.

“Sappiamo che la depurazione dei reflui non è l’unico problema della Calabria – conclude Parretta – Mare Monstrum 2021 ha evidenziato che le forze dell’ordine e le Capitanerie di Porto hanno accertato 458 reati legati al ciclo dei rifiuti e in genere a fenomeni di inquinamento marino che costituiscono il 6,6% del totale nazionale: oltre a depuratori inesistenti o mal funzionanti anche scarichi fognari abusivi e sversamenti illegali di liquami e rifiuti con 635 persone denunciate e arrestate e 275 sequestri. Ci auguriamo che le amministrazioni si impegnino a lavorare per l’efficientamento dei sistemi depurativi, per la lotta all’illegalità e per mettere in campo azioni risolutive per la drammatica situazione degli scarichi abusivi”.

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