Rinascita, detenuti scoperti a parlare tra loro da carceri diverse: interviene il giudice

Durante una sospensione di pochi minuti un ufficiale di Polizia giudiziaria si è allontanato e qualche imputato ne ha subito “approfittato”

Succede un po’ di tutto dentro l’aula bunker di Lamezia Terme dove si sta celebrando il maxi processo alla ‘ndrangheta vibonese Rinascita Scott. Gli imputati presenti in aula sono pochissimi, la maggior parte – anche in virtù del fatto che sono detenuti in vari istituti penitenziari – sono presenti in video collegamento. Come si vede in foto, negli schermi presenti in aula, così come in quelli delle salette delle carceri, si vedono tutti i videocollegamenti contemporaneamente (oscurati per ovvi motivi di privacy di chi si trova attualmente privato della propria libertà, ndr).

Nella giornata di ieri, dopo una sospensione di qualche minuto in attesa dell’arrivo di un avvocato, il presidente del collegio giudicante – il giudice Brigida Cavasino – ha segnalato che è stato dovuto interrompere il collegamento da un carcere perchè “un detenuto parlava con un altro detenuto da un’altra saletta“, quindi a distanza tramite i videocollegamenti.

Gli ufficiali di Polizia giudiziaria non possono allontanarsi durante le sospensioni – ha “rimproverato” il giudice Cavasino – in generale non possono allontanarsi. Non abbiamo capito di quale saletta si trattasse, però è un avvertimento che vale per tutti”. (a.s.)