Condannato all’ergastolo si laurea con 110 e lode a Catanzaro

Il detenuto “ha raccontato se stesso accendendo i riflettori con una consapevolezza facilitata dalla scrittura autobiografica”

Con la tesi dal titolo “Ergastolo ostativo – percorsi e strategie di sopravvivenza”, martedì 20 luglio 2021, si è laureato in Sociologia, nella sala teatro del carcere di Catanzaro, Salvatore Curatolo, sessantacinque anni, condannato all’ergastolo ostativo per reati di mafia, conseguendo il voto di 110 e lode.

A riferirlo, in una nota, è il relatore della tesi, il professore Charlie Barnao, docente di Sociologia all’Università “Magna Graecia” di Catanzaro e delegato del Rettore per il “Polo universitario per studenti detenuti”.

Curatolo, riferisce la nota, “ha raccontato se stesso accendendo i riflettori con una consapevolezza facilitata dalla scrittura autobiografica su ciò che gli ha consentito di sopravvivere in senso psicologico e fisico alla detenzione, ventotto anni ininterrotti di reclusione di cui dodici in regime di 41 bis. Il metodo dell’autoetnografia – afferma Barnao – rientra nell’ambito più generale dell’etnografia. Ma mentre con l’etnografia il ricercatore studia le “culture altre” per comprendere i soggetti al centro della sua ricerca, con l’autoetnografia il ricercatore è nel contempo osservatore e osservato, l’autore e il focus della storia. Lavori autoetnografici di questo tipo possono servire a valorizzare aspetti della personalità utili per determinati percorsi di adattamento; ciò può assumere anche una significativa valenza dal punto di vista educativo e rieducativo. In particolare, nella tesi di Curatolo emerge il ruolo centrale dell’istruzione. Per quest’uomo che non aveva neanche la quinta elementare, studiare in carcere e arrivare alla laurea in sociologia è stato un modo per avvicinarsi con nuovi argomenti di discussione alle persone a lui più care. La tesi è frutto di un percorso introspettivo lungo e faticoso”.

“Un lavoro – conclude il docente – reso possibile anche grazie alla grande disponibilità e collaborazione dell’istituto penitenziario di Catanzaro, diretto da Angela Paravati, e dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro con il suo Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Sociologia (Diges) diretto dal professor Geremia Romano. Romano, che è anche presidente del Senato accademico, ha presieduto la commissione di laurea”.