“Cimitero degli orrori” a Tropea, tornano in libertà due indagati

Lasciano gli arresti domiciliari. Prevista in sostituzione la misura dell’obbligo di dimora e la prescrizione di non allontanarsi dalla propria abitazione in orario notturno

Lasciano gli arresti domiciliari Francesco Trecate, 62 anni, custode del cimitero di Tropea (difeso dall’avvocato Giuseppe Di Renzo), e il figlio Salvatore Trecate, 38 anni (anch’egli difeso dall’avvocato Di Renzo), coinvolti nell’indagine sul “cimitero degli orrori” di Tropea. Il gip del Tribunale di Vibo Valentia, Francesca Del Vecchio, nella giornata di oggi ha deciso la remissione in libertà degli indagati prevedendo, in sostituzione, la misura dell’obbligo di dimora con divieto di allontanarsi dal comune di residenza senza l’autorizzazione del giudice.

Prevista, inoltre, la prescrizione di non allontanarsi dalla propria abitazione in orario notturno, dalle 20 alle 7. La decisione è stata presa con il parere favorevole del pubblico ministero.

La Procura di Vibo Valentia, guidata dal procuratore Camillo Falvo, qualche giorno fa – il 16 luglio – ha chiesto il rinvio a giudizio per i due uomini e per Roberto Contartese, 53 anni (difeso dagli avvocati Giovanni Vecchio e Francesco Muscia). L’udienza davanti al Gup del Tribunale di Vibo è stata fissata per il 7 ottobre prossimo. I tre erano stati arrestati lo scorso 8 febbraio con l’accusa di aver profanato le tombe e distrutto i cadaveri, a volte non ancora decomposti, per lucrare sulla carenza di posti nel cimitero di Tropea. Quello che è stato definito un vero e proprio “cimitero degli orrori”.