Calcolatrici: storia e tipologie

La calcolatrice è uno strumento divenuto estremamente importante per compiere calcoli e oggi è quasi impossibile farne a meno. È davvero strano pensare che in passato calcoli complessi, che attualmente sono alla portata di tutti, venissero eseguiti con strumenti rudimentali da pochi individui colti. Se torniamo indietro nel tempo, cercando di ricostruire la storia della calcolatrice, possiamo risalire fino al sedicesimo secolo, quando Leonardo da Vinci cita in alcuni suoi manoscritti un apparecchio che potrebbe essere scambiato proprio per una calcolatrice meccanica. Non sembra che il genio italiano abbia mai costruito tale macchina, pertanto è davvero difficile stabilire con certezza se fosse o meno una calcolatrice, tuttavia il dubbio resta ed è certamente un aneddoto affascinante.

Orologi e calcolatrici

Il sistema di funzionamento degli orologi meccanici non era dissimile dai semplici calcoli di sottrazione e addizione, cosa che fu notata dal professore Wilhelm Schickard che nel 1623 realizzò un macchinario chiamato “orologio calcolatore”, la prima vera calcolatrice realizzata dall’essere umano. Non ci è mai giunto alcun prototipo e se ne parla solo in alcune lettere indirizzate da Schickard a Keplero, tramite le quali nel 1960 fu possibile realizzare il macchinario di Schickard. Molto più conosciuta è invece la Pascalina di Blaise Pascal, risalente al 1642 e in grado di eseguire addizioni e sottrazioni fino a un massimo di dodici cifre.

Calcolatrici industriali

Il processo di produzione su larga scala fu possibile solo all’inizio del 1800, gettando poi le basi per la grande diffusione che avverrà nel ventesimo secolo. Molti furono i produttori in tutto il mondo che iniziarono a fornire macchine per far di calcolo a tutti gli uffici, come le aziende statunitensi Burroughs, Friden, Monroe e persino quelle europee come Brunsviga, Facit e Madas. Impossibile non citare l’italiana Olivetti che, grazie a Natale Capellaro, progettista delle macchine per calcolo, divenne rapidamente leader del settore non solo in Italia ma a livello mondiale.

È errato pensare però che fossero calcolatrici simili a quelle moderne, parliamo infatti ancora di macchine a manovella o con motori elettrici, bisognerà infatti attendere il 1947 per la presentazione di un calcolatore elettronico: ANITA MK. VII, acronimo che sta per “A New Inspiration To Arithmetic”, traducibile in italiano come una nuova ispirazione all’aritmetica. Il dispositivo non era ancora preciso e di tanto in tanto presentava degli errori, tuttavia il progresso non si arrestò e i modelli successivi divennero estremamente popolari, segnando il passaggio a una nuova tipologia di calcolatrici: quelle che oggi sono state miniaturizzate e che potete trovare in tutto il mondo.

Calcolatrici moderne

Oggigiorno è possibile trovare sul mercato due tipologie di calcolatrici, quelle scientifiche e quelle grafiche, ma in cosa sono differenti e chi dovrebbe usare le une o le altre? Per rispondere ai seguenti quesiti vi invitiamo a leggere con attenzione i prossimi paragrafi, riuscirete così a sciogliere tutti i vostri dubbi in merito, scegliendo al meglio quale apparecchio acquistare.

Calcolatrici scientifiche

Dispositivo standard utilizzato da studenti e lavoratori in tutto il mondo, presenta una gran quantità di funzioni (in base al modello scelto potrebbero essercene di più o di meno) tra cui anche i calcoli delle derivate e le calcolatrici scientifiche più moderne hanno anche una porta USB per collegare il dispositivo al computer e importare o esportare calcoli. Generalmente hanno un costo contenuto e ogni produttore importante offre una scelta sufficientemente ampia per andare incontro alle esigenze di tutti i consumatori.

Calcolatrici grafiche

Qui entriamo in un territorio specifico, alcuni consumatori potrebbero addirittura non aver mai sentito parlare di calcolatrici grafiche e quindi è importante innanzitutto identificare questa tipologia di prodotti. Rientrano in questa categoria tutte le calcolatrici che possiedono la capacità di visualizzare a schermo grafici e tabulati, proprio come farebbe un computer. A differenza di quelle scientifiche hanno un display molto più ampio e spesso a colori, nonché porte USB per la condivisione di file e calcoli con il proprio computer.

È uno strumento che fa della versatilità il suo punto forte e si rivela utile soprattutto per gli studenti di facoltà come ingegneria, fisica, matematica e più in generale tutte le applicazioni scientifiche. Oltre alle rappresentazioni grafiche delle funzioni bidimensionali, i modelli con funzioni 3D possono eseguire equazioni fino al sesto grado, operazioni con numeri complessi, analisi statistiche e tanti altri calcoli specifici che con una scientifica sarebbero impossibili.

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