Migranti, Reparto aeronavale Gdf Vibo: "Ecco come fermiamo gli scafisti" (VIDEO)
Spesso, quando c'è uno sbarco di migranti in Calabria, il loro nome compare nelle cronache. Un reparto di eccellenza che, soprattutto nelle ultime settimane, sta facendo un grande lavoro che permette non solo di salvare vite umane ma anche di arrestare gli scafisti. Stiamo parlando del Reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, competente per tutta la Calabria. "Abbiamo perfezionato un metodo di approccio - ci racconta il comandante del reparto, il tenente colonnello Alberto Catone - che ci permette in più del 90% di individuare i responsabili, che sono uno degli anelli delle organizzazioni che trasportano i migranti, quanto meno per avere un effetto dissuasivo".
I tre livelli di sorveglianza in Calabria.
La Calabria, evidenzia, si trova in una situazione favorevole a causa delle coste lunghe e facilmente raggiungibili. L'unico modo per operare in modo efficace, quindi, è puntare sulla sorveglianza che nelle coste calabresi è di tre livelli: "C'è una sorveglianza approfondita - spiega il comandante Catone - gestita dalla Marina militare e da Frontex; una di medio raggio gestita principalmente dalla Guardia di Finanza e dalle Capitanerie di porto; e una sorveglianza sotto costa in capo alla Guardia di Finanza. In regione, inoltre, abbiamo anche una rete di radar costieri che monitora le zone più esposte e ci permette di avere un minimo di preavviso per cercare di intercettare le imbarcazioni prima che arrivino a terra e i trafficanti possano darsi alla fuga".
Traffico migranti sul lato ionico.
Un reparto in prima linea anche considerando che, dal 2017, la Guardia di Finanza è l'unica forza di polizia che opera nel mare: "Il traffico di migranti si sposta sul lato ionico - sottolinea - mentre qui su Vibo la situazione è più tranquilla e la nostra attività rientra nei normali tipi di controlli".
Niente "carrette del mare" per arrivare in Calabria.
Il tutto con delle differenze sostanziali, ad esempio, rispetto alla vicina Sicilia: "Dalle coste del Nord Africa le coste siciliane sono relativamente vicine, quindi le organizzazioni criminali spregiudicatamente riempiono" quelle che vengono definite le "carrette del mare". In questo modo "o con il bel tempo riescono ad arrivare nelle vicine rive italiane o possono incappare nelle bene intenzionate organizzazioni di soccorso che cercano di aiutarli, e quindi cinicamente sfruttano questo giusto desiderio di cercare di essere utili per organizzare logisticamente i traffici". In Calabria, invece, i tratti sono troppo lunghi e non si potrebbe arrivare con imbarcazioni improvvisate. "Quindi - spiega ancora il comandante Catone - le organizzazioni organizzano il traffico, radunano un numero sufficiente di persone, reperiscono le imbarcazioni idonee e dei facilitatori a bordo per condurre l'imbarcazione. In qualche caso, inoltre, se trovano tra i migranti qualcuno che è pratico di navigazione in cambio del passaggio gratis gli offrono di condurre il natante". E in questo modo, a centinaia, arrivano sulle coste calabresi. (a.s.)
