‘Ndrangheta nel Vibonese, due esponenti del clan Soriano tornano in libertà

Decisione presa dalla Corte d’Appello di Catanzaro. I due, condannati in primo grado nel processo “Nemea”, vengono scarcerati per decorrenza dei termini

Sono stati scarcerati oggi Graziella Silipigni (che torna in piena libertà), 50 anni, e il figlio Giuseppe Soriano (che però va ai domiciliari a causa di un’altra indagine), 30 anni, ritenuti esponenti di vertice del clan Soriano di Filandari. Entrambi sono stati condannati in primo grado nell’ambito del processo “Nemea“. La decisione è stata presa dalla Corte d’Appello di Catanzaro, presieduta dal giudice Giulia De Gregorio, per decorrenza dei termini. Nei confronti della Silipigni revocato anche il divieto di dimora in Calabria con l’obbligo di non allontanarsi dalla propria abitazione.

I due – difesi dagli avvocati Diego Brancia e Daniela Garisto – in primo grado sono stati condannati a 13 anni e 8 mesi (Giuseppe Soriano) e 12 anni (Graziella Silipigni).