Agitazione dipendenti Comune Vibo, positivo incontro in Prefettura

L’Amministrazione si è impegnata, nonostante le difficoltà, a liquidare entro il 31 luglio la produttività relativa agli anni 2018-2019-2020

Questa mattina, presso l’Ufficio Territoriale del Governo di Vibo Valentia si è tenuto l’incontro per l’espletamento delle procedure di raffreddamento, a seguito della proclamazione dello stato di agitazione indetto lo scorso 15 giugno dall’assemblea del personale dipendente del comune di Vibo Valentia, alla presenza del delegato del Prefetto Roberta Lulli, delle organizzazioni sindacali – FP Cgil (Luciano Contartese) – Cisl FP (Antonino D’Aloi) – Uil FPL (Maurizio Bardari) e la Parte Pubblica nella persona del Sindaco Maria Limardo, l’Assessore al personale Domenico Primerano e il Segretario Generale Domenico Libero Scuglia.

Alla base della controversia, come scrivono gli stessi sindacati, il fatto che “alla data odierna non siano state liquidate le indennità relative all’istituto della produttività per la CCDI anno 2018 e tutti gli istituti previsti con la CCDI anni 2019/2020; che allo stato non sono state avviate le trattative per la CCDI 2021;· che allo stato non vi è alcun coinvolgimento nella programmazione del fabbisogno triennale del personale e nell’organizzazione del lavoro”.

L’esito dell’incontro. “Dopo ampia discussione – si legge nella nota – la procedura di raffreddamento si è conclusa con esito positivo in quanto alle richieste delle organizzazioni sindacali ci è stata una ampia apertura da parte dell’Amministrazione Comunale di Vibo Valentia, anche nel riconoscere ai pochi, ormai, dipendenti riamasti in servizio il grande spirito di sacrificio con cui stanno operando giornalmente per svolgere i propri compiti, al fine di garantire l’erogazione di servizi efficienti alla collettività. L’Amministrazione si è impegnata, nonostante le difficoltà manifestate, a liquidare entro il 31 luglio p.v. la produttività relativa agli anni 2018-2019-2020, mentre sono già stati liquidati nei giorni scorsi i restanti istituti contrattuali riconducibili alle annualità di CCDI 2019-2020, anche se è emerso la necessità di rivedere alcune posizioni”.