Rinascita, Mantella tra omicidi nel Vibonese e lo “sputo in faccia” al boss

Continuano gli interrogatori dei difensori degli imputati nei confronti dell’ex boss di Vibo Valentia

Sono continuati ancora oggi i contro esami dei difensori degli imputati nel maxi processo Rinascita Scott. A rispondere alle domande dei legali l’ex boss di Vibo Valentia Andrea Mantella. A iniziare l’udienza, per terminare il suo controesame, l’avvocato Paride Scinica – difensore del boss di Limbadi Luigi Mancuso, principale imputato del procedimento – interrogando il collaboratore su varie tematiche a partire dalle cariche ndranghetistche e sul significato del termine “Capocrimine”.

Il collaboratore ha ripercorso i suoi primi omicidi a partire da quello dei giovani Tavella e Callipo, i primi uccisi a seguito di una rapina al bar “90° Minuto” di Vibo. Secondo quanto riferito dal pentito avrebbero fatto uno sgarro al clan Lo Bianco Barba e, per questo, lo stesso Mantella era stato incaricato di ucciderli.

Ha poi preso al parola l’avvocato Greco, difensore di Francesco Cracolici, dove il collaboratore ha ripercorso le dinamiche criminali e la manifestazione di volontà dello stesso Mantella di uccidere Cracolici, ritenuto dal pentito un “azionista”. L’uccisione di Cracolici scaturiva, a detta del collaboratore, dal fatto che il suo braccio destro Scrugli nel 2010 gli aveva confidato che lo stesso Cracolici aveva propositi omicidiari nei confronti di Mantella per vendicare la morte del padre Alfredo Cracolici, ex capobastone di Maierato.

Ha poi continuato Mario Bagnato, ripercorrendo la fase della faida negli anni ’80 tra i sangregoresi e i vibonesi, dove il collaboratore ha riferito anche dello sputo in faccia della sorella di Antonio Lo Bianco all’ex boss di Vibo Carmelo Lo Bianco, in quanto lo considerava un traditore venduto ai Fiarè, presunti responsabili dell’uccisione di suo fratello.

Ha infine continuato, nell’aula bunker, l’avvocato Santo Cortese per la posizione di Domenico Lo Bianco alias “Piccini” – figlio dell’ex boss di Vibo Carmelo Lo Bianco – ripercorrendo la ricostruzione degli accadimenti criminali vibonesi sulla struttura organizzativa della cosca Lo Bianco, facendo domande al collaboratore circa una sua conoscenza dirette dell’affiliazione di Domenico Lo Bianco alla cosca Lo Bianco-Barba o di un eventuale partecipazione dello stesso a progettazioni omicidiari, nonchè alla partecipazione diretta dello stesso a summit di ‘ndrangheta tenutosi nei vari posti menzionati da Mantella. Infine, hanno concluso gli avvocati Proto e Arcuri per la posizione di Pugliese quale titolare della “Latteria del Sole”, nota attività commerciale a Vibo Valentia.