‘Ndrangheta, 11 arresti nel Reggino: “L’unica via d’uscita è denunciare” (VIDEO)

Dalle bombe a mano alle estorsioni, passando per l’attività delle cosche dopo il ritorno di Pasquale Zagari: “Colpita l’asfissiante presenza della ‘ndrangheta”

“Pasquale Zagari è uno dei principali esponenti della cosca di ‘ndrangheta Zagari di Taurianova. Tornato in libertà dopo circa 30 anni di reclusione, è stato uno dei principali protagonisti della faida tra gli anni ’80 e ’90 e fa parte di una storica famiglia i cui componenti sono tuttora detenuti a seguito di numerosi procedimenti penali”. Così il capitano Marco Catizone, comandante della Compagnia carabinieri di Taurianova, commentando d’operazione di oggi “Spes contra Spem” che ha portato all’arresto di 11 persone (ne abbiamo parlato QUI).

Un’indagine che ha consentito, tra le altre cose, “di dimostrare plurimi episodi estorsivi in danno di imprenditori e cittadini posti in essere da esponenti delle cosche Zagari e Avignone, volto a rafforzare il controllo egemonico del territorio soprattutto dopo il ritorno di Pasquale Zagari dopo oltre 30 anni di reclusione”. L’operazione “ha colpito l’asfissiante presenza della ‘ndrangheta” e “ancora una volta è stato dimostrato come l’unica via d’uscita è la denuncia e la collaborazione con le forze dell’ordine“.

La pericolosità e la violenza di Pasquale Zagari è documentata non solo dai fatti degli anni’ 90, ma anche nel 2009 quando tentò di evadere utilizzando anche delle armi da fuoco. Anche nell’odierna operazione – conclude il capitano Catizone – è stata dimostrata la disponibilità, da parte del sodalizio, di armi comuni e da guerra tra cui anche una bomba a mano di produzione jugoslava”.

‘Ndrangheta, dalle armi da guerra all’estorsione (e non solo): 11 arresti (NOMI-VIDEO)