Rinascita, Mantella e l’avvocato Stilo tra alcolici pregiati, pizzini, e depistaggi

Secondo il pentito il legale avrebbe aperto sale giochi a Vibo “in società con i Mancuso” e avrebbe portato un telefono in carcere a Leone Soriano per permettergli di “continuare a comandare”

“Gli avvocati che intrattengono rapporti illeciti con i mafiosi del Vibonese sono…”. Inizia così una delle tante pagine dei manoscritti di Andrea Mantella – 49 anni, ex boss vibonese, collaboratore di giustizia dal 2016 – depositati recentemente nel maxi processo Rinascita Scott. Decine e decine di pagine scritte di proprio pugno dal pentito, allegate al verbale di interrogatorio del 13 ottobre 2016, in cui, a un certo punto, vengono tirati in mezzo anche i cosiddetti “colletti bianchi“.

Pizzini e alcolici dentro il carcere.
L’avvocato che nei manoscritti in questione viene tirato in mezzo da Andrea Mantella è Francesco Stilo, imputato nel maxi processo in corso dal 13 gennaio scorso nell’aula bunker di Lamezia Terme. Stilo, scrive il pentito, “nel carcere di Cosenza ha portato a Leone Soriano un telefonino con carta sim, consentendo al Soriano di continuare a comandare sul proprio territorio con i suoi affiliati rimasti liberi in quel periodo”. Oltre a questo, poi, “portava all’esterno del carcere pizzini e nello stesso tempo li introduceva unitamente ad alcolici pregiati in bottigliette in miniatura”.

“Dichiarazioni per depistare le indagini”.
Inoltre – sempre secondo quanto riferito da Andrea Mantella ma, precisiamo, si tratta di dichiarazioni che per poter essere considerate attendibili dovranno essere provate da ulteriori riscontri – l’avvocato Stilo “aggiustava dichiarazioni da rendere ai magistrati per depistare le indagini” e “portava a conoscenza i Lo Bianco-Barba, i Mancuso e Razionale di eventuali fughe di notizie di indagini in corso nei loro riguardi“.

Le sale giochi a Vibo, Limbadi e Nicotera.
Sempre il legale Stilo – che ha più volte respinto le accuse di Mantella – secondo il collaboratore di giustizia “in società con i Mancuso, con i quali andava e scorrazzava in macchina per le vie di Limbadi e Nicotera, ha fatto delle aperture di sale giochi“. “In particolare – precisa nei manoscritti – con la fazione di Pantaleone Mancuso (Vetrinetta) e Antonio Mancuso“. Una sala giochi sarebbe stata aperta a Vibo, vicino alla caserma dei carabinieri, e “altre su Limbadi e Nicotera“.

Il lungo omissis.
Dopo le parole contro Francesco Stilo seguono delle dichiarazioni omissate dalla Procura. Un lungo “omissis” segno che – forse – ci sono altre indagini che coinvolgono altri legali che sono ancora in corso e, per questo, non possono essere rese pubbliche.