Maria Chindamo, a 5 anni dalla scomparsa nessuna traccia del suo corpo

Istituzioni, associazioni, gli studenti delle scuole e tanti amici si ritroveranno dinanzi alla sua azienda situata a Limbadi, stamane, per ricordare l’imprenditrice di Laureana di Borrello

Sono passati cinque anni dalla scomparsa di Maria Chindamo ed ancora del suo corpo -perchè le possibilità di ritrovarla in vita sono praticamente nulle -non c’è alcuna traccia. L’imprenditrice di Laureana di Borrello è uscita di casa alle sette del mattino del 6 maggio 2016 per una serie di commissioni, ma di lei da quel momento non si è saputo più nulla.  Sarebbe stato l’operaio dei terreni di cui la donna si occupava a lanciare l’allarme. L’uomo ha chiarito di aver visto in lontananza “una persona con il cappello”, ma senza riuscire ad identificarla. Immediate sono scattate le ricerche. Scavi, perquisizioni, sospetti, il tentativo di correlare la morte di Maria Chindamo a quella del marito, data la coincidenza. I rapporti tra la famiglia della donna e quella del marito, nel corso degli anni, sono divenuti sempre più tesi. “Non mi interessa cosa pensano  – ha ribadito il suocero, tra i primi sospettati, a Chi l’ha visto  -. L’importante è che venga fuori la verità. Avrei potuto fare qualunque cosa, tanto mio figlio non sarebbe tornato”” Poi ha chiosato: “Avevo buoni rapporti con Maria. Per me era una figlia. Eppure sono stato trattato come un mafioso, un delinquente, mentre  sono innocente”. Ad ogni modo, la verità deve ancora venire a galla al di là dell’inchiesta aperta dalla Procura di Vibo, ormai da qualche anno. 

Il ricordo. E questa mattina alle ore 11.00, il “Sit-in 6 maggio Maria Chindamo”. L’iniziativa promossa da Agape, Libera, il progetto “Mettiamoci una croce sopra. I giovani verso il voto in Calabria”, il comitato Controlliamo Noi Le Terre Di Maria e Penelope Italia Odv, si è arricchita delle adesioni di associazioni, istituzioni e singole cittadine e cittadini che hanno scelto di condividere la richiesta di verità e di giustizia. Il sit-in vuole essere un momento di riflessione, di memoria, ma anche di confronto per consolidare percorsi già intrapresi e costruire nuove progettualità. Vuole essere un momento in cui si ribadisce in maniera collettiva e pubblica che la storia di Maria è la storia di tante cittadine e cittadini che hanno scelto da che parte stare e che esiste una Calabria che rinasce anche da queste storie.

Nel rispetto delle normative previste, il sit-in si svolgerà a partire dalle ore 11.00 nel luogo in cui Maria scomparse nel 2016, davanti alla sua azienda, in contrada Montalto a Limbadi, e vedrà dopo i saluti dei rappresentanti istituzionali e governativi, l’intervento di Vincenzo Chindamo, fratello di Maria. Seguiranno gli interventi di: Stefania Paparo, presidente regionale di Penelope Italia odv; Don Ennio Stamile- Coordinamento regionale di Libera; Giovanna Vingelli- Centro di Women’s Studies Milly Villa, Università della Calabria; Sabrina Garofalo, Controlliamo Noi le terre di Maria Chindamo. Concluderanno la giornata le studentesse e gli studenti. I lavori saranno coordinati da Giulia Melissari progetto educazione civica Agape.

Hanno aderito all’iniziativa: la Prefettura di Vibo, il questore di Vibo, il comune di Rosarno, il comune di Limbadi, il comune di Laureana di Borrello, il Capo Centro DIA di Reggio Calabria, Col. Massimo Chiappetta, il Questore di Cosenza dott.ssa Giovanna Petrocca, sottosegretaria di Stato Dalila Nesci, il Centro di Women’s Studies dell’Università della Calabria; Risveglio Ideale; COO onlus, il Ponte Milano Calabria, Nate a Sud, Libera Monza, Consorzio Macramè.; Liceo Scientifico Vinci RC, Boccioni Fermi RC, Liceo scientifico Guerrisi Cittannova, Liceo Volta RC, Istituto Tecnico Rende, Istituto Bova Marina, Magistrale T.Gullì RC, Piria RC, Piria Rosarno, Alberghiero Vibo, I.I.S Mancini-Tommasi Cosenza, ITCG Falcone Acri, scuola media di Laureana di Borrello, Scuola media di Limbadi.