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Politica

“Petrolmafie”, il consiglio comunale di Stefanaconi respinge la mozione di sfiducia al sindaco

Il capogruppo di minoranza Nicola Carullo: "Abbiamo posto la questione morale al centro dell'ultima seduta del civico consesso. Solano dovrebbe dimettersi"

carullo nicola

Il consiglio comunale di Stefanaconi ha esaminato e respinto, a maggioranza, la mozione di sfiducia al sindaco Salvatore Solano, presentata dalla minoranza in relazione alle intercettazioni dall’inchiesta “Petrolmafie”, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, che hanno coinvolto il primo cittadino (che lo ricordiamo non è indagato). A riferire della mozione è il capogruppo dell’opposizione “Movimento per Stefanaconi”, Nicola Carullo.

“La seduta si è svolta nell’imbarazzante silenzio di tutti i consiglieri di maggioranza – ha riferito Carullo – nessuno dei quali è mai intervenuto, nemmeno dopo l’articolato e motivato intervento del sottoscritto che ha messo in particolare risalto gli sconcertanti, disdicevoli atteggiamenti del sindaco, che al contrario dovrebbero essere sempre, comunque e indiscutibilmente irreprensibili per il ruolo che ricopre”.

Concetto, questo ampiamente ripreso anche dal consigliere Carmelo Disì il quale, dopo essere stato eletto con il maggior di numero di consensi e ricoperto il ruolo di vicesindaco “per la circostanza si è dissociato dalla maggioranza”. Quest’ultimo ha ricordato anche al sindaco come la seduta di Consiglio precedente, che aveva in agenda solo le dovute chiarificazioni dello stesso in merito a particolari suoi comportamenti riportati nell’indagine Petrolmafie, praticamente si sia rivelata inutile. “Abbiamo assistito semplicemente – ha rimarcato Di Sì – al solito comizio autoreferenziale del sindaco senza il minimo cenno all’unico punto all’ordine del giorno che lo riguardava personalmente”.

“Da parte nostra abbiamo – ha affermato Carullo in consiglio comunale – sollevato la questione morale strettamente connessa alla vicenda giudiziaria e sulla quale il sindaco non ha fatto nessun riferimento, nonostante quel consiglio comunale fosse stato indetto appositamente e con quel solo punto all’ordine del giorno. Avevamo chiesto, infatti, che facesse le sue opportune e doverose riflessioni sul comportamento che ha l’obbligo di osservare correttamente ed in ogni circostanza chi è chiamato ed ha l’onore di rappresentare le istituzioni. Ed invece dopo aver con disprezzo affermato: “Non siete degni di ricevere una mia risposta”, il sindaco ci ha ricordato i Farisei, nonostante la Pasqua sia stata già celebrata da qualche settimana. E’ assolutamente lecito in politica pretendere le dimissioni – ha chiosato – di quegli amministratori che hanno avuto comportamenti scorretti in grado di creare problemi di cattiva immagine nel rapporto con l’elettorato al quale si è promesso un forte rinnovamento anche morale”.

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