Emergenza cinghiali nel Vibonese: “Bisogna intervenire, numerosi danni ambientali”

Dai problemi all’agricoltura agli incidenti stradali, passando per la rottura del sistema idrogeologico. L’agronomo Nazzareno Teti: “Si tratta ormai di un problema nazionale”

“Nei giorni scorsi si sono sollevate polemiche circa la gestione del contenimento dei cinghiali. Si tratta di un problema nazionale: è ormai accertata l’espansione su tutte le regioni italiane dove quotidianamente si registrano episodi problematici. Casi simili investono anche l’Europa. In Calabria, e soprattutto nel Vibonese, insistono problemi di danni all’agricoltura, incidenti stradali e tematiche nei contesti urbani”. Così l’agronomo Nazzareno Teti, che spiega che “i problemi legati alla presenza dei cinghiali vanno però ben oltre”.

“Infatti, come ho avuto modo già di affermare in altre occasioni – continua Teti – questi animali costituiscono principalmente un danno ambientale per molti ecosistemi ed agrosistemi, sono causa in molti casi della rottura del fragile sistema idrogeologico, motivo di abbandono di intere aree rurali agricole con la conseguente modificazione del nostro territorio, infine, e solo per fermarmi, fonte di danni nei confronti del nostro fantastico patrimonio eco-forestale.

“L’Assessorato preposto deve accelerare per eliminare e non far finta di contenere l’impatto di questi ungulati. La rimozione resta in molti casi uno strumento essenziale e inevitabile, altri metodi non possono al momento contenere il problema. È comunque importante – conclude Nazzareno Teti – proseguire nella ricerca di nuove tecniche di controllo delle popolazioni selvatiche: senza questi interventi anche i ripopolamenti di specie minori non hanno nessuna utilità”.

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